Il test di Proust: Roberto Natalini

On January 30, 2014

Questa volta il test di Proust riguarda il nostro co-coordinatore Roberto Natalini e proviene direttamente dalla  Lettre électronique MADD Maths. Qui è riproposto (e tradotto) per gentile concessione dei cugini francesi.

Roberto è dirigente di ricerca del CNR, presso l'Istituto per le Applicazioni del Calcolo « M Picone » di Roma. I suoi interessi di ricerca riguardano principalmente l'analisi matematica e numerica delle equazioni alle derivate parziali (in particolare paraboliche e iperboliche) e le loro applicazioni in diversi contesti, come la biologia, la conservazione dei monumenti, il traffico automobilistico e la dinamica dei gas. È membro del Consiglio Direttivo della SIMAI e, dal luglio del 2012, è il responsabile scientifico dello Sportello Matematico per l'Industria Italiana.

1. La mia virtù preferita in matematica.

Il coraggio (o forse l'immaginazione, non riesco a scegliere bene).

2. Il tratto principale del mio essere matematico

L'incoscienza

3. La qualità che preferisco nella matematica

La capacità di connettere idee lontane

4. Quel che apprezzo di più nei miei colleghi matematici

La chiarezza

5. Il mio principale difetto come matematico

Essere disordinato

6. La mia lettura matematica preferita

I libri di pensieri di Giancarlo Rota (ma mi è piaciuto anche « Cos'è davvero la matematica » di Reuben Hersh)

7. Il mio sogno come matematico/ il mio incubo come matematico

Avere un'idea semplice, ma profonda / La stessa idea la mattina dopo

8. Qual è la principale debolezza della matematica

L'arroganza

9. Il matematico che vorrei essere

Eulero (ma mi basterebbe largamente essere Vito Volterra)

 10. Il paese dove vorrei vivere

Potrà sembrare strano, ma mi piace vivere in Italia. O al limite nel sud della Francia (ma niente paesi freddi, per favore).

11. L’esercizio matematico che preferisco

Il calcolo di soluzioni esatte di equazioni alle derivate parziali (quando ce ne sono)

12. Il teorema che amo

Il teorema di Lax dell'esistenza di soluzioni del problema di Riemann per i sistemi di leggi di conservazione iperboliche

13. L’applicazione della matematica che preferisco


Per una conferenza divulgativa: l'algoritmo di PageRank di Google. Per me: la biologia cellulare (sto lavorando a vari modelli parziali della cellula eucariota)

14. I matematici che mi hanno indirizzato

Maria Giovanna Garroni e Bernard Hanouzet

15. I matematici che mi hanno dissuaso

Non so/non voglio rispondere (e sono tra coloro che hanno concepito questo @§#*!@ di test)

16. 
Il nome della variabile che preferisco

Eta (ci sarebbero almeno tre giochi di parole da fare su questo nome, ma il primo funziona solo in italiano, il secondo non lo capisce quasi nessuno, il terzo è stupido)

17. Il tipo di calcolo che preferisco

Facile

18. Il tipo di calcolo che utilizzo di più

Stime dell'energia

19. Il tipo di calcolo che mi annoia maggiormente

Calcolo delle condizioni al bordo numeriche per i problemi parabolici con la condizione di Neumann. Mi dimentico sempre il segno dei coefficienti e mi tocca rifarlo

20. I nomi matematici che preferisco (teorema, corollario, lemma…)

Definizione

21. L’impresa scientifica che ammiro di più

L'invenzione del computer

22. Il dono di natura che vorrei avere

Più immaginazione

23. Da matematico, come vorrei essere ricordato

Come un tizio entusiasta con cui era interessante parlare

24. Stato attuale dei miei studi

Progredisco lentamente

25. Gli errori che mi ispirano maggiore indulgenza

Gli errori di segno

26. Il mio motto

Te occidere possunt sed te edere non possunt nefas est

Luoghi comuni, curiosità et alia

Perché la ricerca matematica è maschile?

Soggettivamente avrei quasi tendenza a pensare il contrario. Tra i miei collaboratori e studenti ci sono più donne che uomini (l'80% dei miei dottorandi presenti e passati sono donne, fonte). In questo senso, per me la matematica è un'attività prevalentemente femminile! Ma so che non è il caso generale. La matematica ha bisogno di molto tempo e di una buona dose di incoscienza. Per vari motivi culturali, le donne non hanno la stessa libertà degli uomini di gestire il loro tempo (e per le stesse ragioni, spesso sono meno scriteriate). Insomma, penso che sia un argomento complesso e delicato che mi sembra difficile trattare in poco spazio (e poi da uomo non mi sento molto titolato a rispondere).

La matematica applicata cresce alla stessa velocità dei software matematici?

Anche di più, direi

Quanto conta lo studio nella risoluzione di grosse questioni matematiche?

Molto, quasi il 90%, anche quando uno è molto bravo.

Quanto conta il formalismo?

È essenziale

Matematica e grammatica sono legate?

La matematica è piuttosto legata al linguaggio. La grammatica è uno strumento secondario.

Lei parla “matematica” correttamente?

Mica tanto. Continuo a confondere il numeratore e il denominatore.

Quanto bisogna essere portati per riuscire in matematica? Per fare cosa bisogna avere meno di trenta anni?

Diciamo che essere portati aiuta, ma non basta. Bisogna avere meno di trent'anni per cominciare una teoria rivoluzionaria, ma non certo per finirla.

Lei è portato? E da quando?

Non troppo, credo.

One Comment

  1. Pingback: Carnevale della Matematica #70 – Rudi Matematici - Blog - Le Scienze

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