[#11] La Notte dei ricercatori a Explora

On October 17, 2010

Se mai aveste bisogno di ristrutturare casa, da oggi avete una nuova ditta a cui rivolgervi. A Explora, in quel di Roma, lo scorso venerdì sera 24 settembre, è stato offerto un grande spettacolo matematico-muratoriale: la costruzione di Casa Matematica.

 

La  squadra dei matematici (o quasi) e affini.

Cristiana  Di Russo

Alice Sepe

Irene Guaraldo

Paolo  Ottaviani

Maya  Briani

Gabriella Bretti

Fabrizio  Clarelli

Stefano  Pisani

Roberto Natalini

Giovanni Natalini

Stefano  Natalini

Daniele Delicato

Francesca Guarguaglini

Sara  Alimonti

Simone  Alimonti

Maria Francesca Carfora

Rosario  De Rosa

Stefano De Rosa

Andrea De Rosa

Era la Notte dei ricercatori (viventi) e a dar corpo all’agguerrito gruppo di piastrellisti, giardinieri, decoratori di interni, arredatori, imbianchini, sono stati appunto ricercatori e matematici di ogni ordine e grado (vedi lista nel box qui accanto, naturalmente siamo scesi in campo anche noi di MaddMaths!).

Tutti insieme, nel grande Museo dei Bambini di Roma, a parlare di matematica prendendo spunto da questa “visione architettonica” della vita. E così Explora, come d’altronde già lo scorso anno, si è trasformata per una sera in uno dei nostri Luoghi della matematica. E non solo per noi, ma per oltre 600 persone che, nei due turni previsti, hanno affollato pimpanti gli spazi di questa piccola città a misura di bambino che un tempo era una rimessa per gli autobus e che solo la fantasia di un architetto che ha lavorato per i concerti dei Pink Floyd e Michael Jackson, avrebbe potuto trasformare in quello che è. Un posto in cui la scienza diventa trasparente come le vetrate che lo racchiudono, che danno al visitatore quella sorta di respiro che spesso un museo toglie (anche solo a partire dal termine stesso di Museo) e non certo per lo stupore. Un museo che guarda al futuro, quindi, e che passa dai tram del passato alle macchinine fotovoltaiche che sono attivate dalla luce, al riciclaggio dei rifiuti, all’uso degli sportelli automatizzati, a giochi idraulici a cui i bimbi si appassionano e attaccano appena i genitori si distraggono un attimo. Attività stabili di Explora a cui però, la fatidica Notte dei Ricercatori, si sono affiancate le nostre belle imprese edil-matematiche. Dopo l’introduzione iniziale, concionata dal nostro tribuno-matematico Roberto Natalini, che ha arringato le folle montando sulla finta camionetta dei pompieri in quello che ormai è un rito propiziatorio dopo il successo dello scorso anno, bambini e genitori si sono distribuiti in ordine sparso per seguire tutte le attività proposte da Casa Matematica. Attività rivolte ai bambini ma che spesso hanno interessato assai anche i genitori.

 

1E così, nel Giardino di Didone, ragazzini dai 7 ai 12 anni hanno incontrato un improbabile giardiniere Stefano Pisani vestito da benzinaio (licenza poetica di costume) con due carote infilate in tasca, che ha chiesto il loro aiuto per trovare la forma migliore che delimitasse il giardino di Casa Matematica. Gli assistenti giardinieri, Fabrizio Clarelli (detto Fabritius) e Ilaria e Francesca di Explora davano tutto il supporto necessario ai bimbi per fare le loro prove sulle antiche lavagnette bucherellate in cui infilare i chiodini di plastica. I genitori avevano le lacrime agli occhi, oltre che per le (finte) cipolle presenti che costituivano parte della scenografia, anche per i ricordi che quelle lavagnette gli avevano evocato. I bambini dimostravano dimestichezza con quelle anticaglie, sebbene non ci fossero touchpad e nemmeno joystick da manovrare. Dopo grandi sforzi, tutte le prove di forme erano fatte, e si arrivava alla soluzione finale: il cerchio era la forma che più di tutte consentiva di avere il giardino più grande a parità di “steccato”. I bambini andavano via sputacchiando qualche chiodino di plastica ingerito per divertimento, ma i genitori erano felici lo stesso perché in questo modo sputacchiavano anche soldatini che avevano mangiato precedentemente a casa, e chiedevano come mai ci fossero voluti dei secoli per dimostrare quella cosa così semplice.“Sono i misteri della matematica” sentenziava serafico il giardiniere, ormai con le carote nei capelli.

 

1Accanto al giardino, giustamente, c’è il cortile. Ma è stato un cortile speciale quello costruito da casa matematica. Le piastrelle, nientemeno, erano infatti ispirate direttamente ai tasselli del Prof. Penrose! La “Signora” aveva ordinato di finire la pavimentazione rapidamente, ma la piastrellista Francesca Guarguaglini non aveva fatto quasi nulla. Fortunatamente, all'arrivo dell'architetto, impersonato da Roberto Natalini, i bambini accettavano di aiutarli a completare l'opera. Ma questa “Signora” non ne voleva sapere di avere un cortile coperto di banali piastrelle quadrate, e nemmeno triangolari! Così, dopo aver smontato le prime pose, rimenevano solo quei buffi tasselli rossi e blu, che non si sapeva bene come incastrare tra loro. E i bambini scoprivano così alcune figure strane, e dopo un po' ne trovavano altre e poi altre, e se non fossero finiti i pezzi, chissà quante altre ancora...

E se questo accadeva al piano superiore di Explora, mirabolanti esperienze si consumavano al piano terra. Il visitatore che fosse giunto all’improvviso avrebbe infatti certamente notato l’esplosione di colori che proveniva dalla zona dei nostri verniciatori in erba: nell’Officina dei colori infatti, una battaglia cromatica si stava svolgendo, con lo scopo di…. pitturare le pareti di Casa Matematica seguendo una regola ben precisa e risolvendo un indovinello matematico. Il compito che le nostre pittrici, Alice Sepe e Cristiana Di Russo, dovevano affrontare con tanto di rullo e tuta da lavoro, era complicato e per questo avevano ingaggiato i più piccoli, i bambini dai 4 ai 6 anni, per essere sostenute nell’impresa.

1 La regola da seguire era semplice, bisognava colorare i disegni, formati dall’unione di vari pezzi, facendo attenzione che due regioni vicine non fossero dello stesso colore. L’indovinello però, lo era un po’meno…si doveva trovare qual era il numero minimo di colori da usare. Dopotutto si sa che di questi tempi la ricerca non ha vita facile e bisogna fare economia!

E così, prima tutti insieme hanno risolto l’enigma del misterioso numero, ehi, la risposta è 4, e poi ognuno ha dato una mano a colorare i disegni da attaccare poi alle pareti di Casa Matematica, usando rigorosamente solo 4 colori.

Qualche volta la regola data non è stata rispettata fedelmente, ma le pittrici e le assistenti di Explora hanno chiuso un occhio… erano comunque molto soddisfatte, visto che l’indovinello era stato risolto!

1E poi, e poi. Semmai qualcuno abbia mai pensato che non vale la pena tirar giù un albero per avere della carta, si sarebbe potuto prontamente ricredere visitando la nostra Galleria di sculture di carta, in cui si vivevano magiche ed esotiche impressioni di Giappone, con la riscoperta dell’antica tecnica degli origami, che cela dietro di sé modernissime intuizioni matematiche. I bambini, con grande entusiasmo hanno accolto la sfida lanciata dai decoratori di interni, Irene Guaraldo e Paolo Ottaviani, di riuscire a suddividere un angolo in tre parti perfettamente uguali! Con pennarelli e idee fantasiose e talvolta un po’ bizzarre tentavano questa impresa, aiutati anche dai loro genitori, per poi arrendersi all’evidenza che non ci si riusciva…! Era forse un’impresa impossibile? E invece, con grande stupore generale, scoprivano che con gli origami era possibile farlo con pochi semplici passaggi! Quest’arte divertente cela in sé legami profondi con quella materia che quasi tutti i bambini (e non…!)ritengono noiosa e difficile studiata sui banchi di scuola: la Matematica! Ma cosa c’è di più divertente se non realizzare qualcosa con le proprie mani? E allora tutti, grandi e piccini, si sono cimentati infine nella realizzazione di casette ed elefanti usando la tecnica degli origami! O usando la Matematica?... Ora si poteva dire: usando entrambi! Così, portando a casa la loro opera terminata, potranno, forse, ricordare che la matematica non è poi così noiosa. Ma una volta entrati in Casa Matematica, come lo si può pensare?

 

1Ma non finisce qui. In una casa non possono mancare i mobili, in particolare i divani! Ma come si fanno a trasportare, se spesso ci si incastra nei corridoi troppo angusti? La risposta viene data nella sezione "L’angolo e il divano arguto", dove bambini dai 6 ai 12 anni si sono sbizzarriti nel creare e comporre le più diverse e straordinarie forme di divano. Le due arredatrici, Maya Briani e Gabriella Bretti, sono state molto chiare fin dal principio: distribuendo varie forme geometriche a ciascun bambino, chiedevano aiuto per realizzare il divano piu’ grande possibile in grado di passare attraverso uno stretto corridoio ad angolo retto. L’inventiva e l’immaginazione non è mancata a nessuno, anche alcuni genitori si sono spontaneamente cimentati nella ricerca del “divano arguto” … divani quadrati, spigolosissimi, a semicerchio, sicuramente dei divani scomodissimi … e grazie ad un modellino di legno del corridoio, ogni bambino ha cercato di far superare al proprio“grandissimo” divano quell’insidioso angolo retto, scoprendo alla fine di ragionare su un problema matematico che ancora non ha soluzione.

E per finire, una bella Assemblea di condominio. Sì, alla fine ci vuole proprio. Perché ci si sfoga un po’ con giochi matematici, come decifrare i codici di ingresso del portone, che i portieri Francesca Carfora e Rosario De Rosa hanno crittografato; o dosare i liquidi in cucina per travasi successivi, sperimentando “a mano” l’algoritmo della divisione; o ancora, individuare un percorso di attraversamento del palazzo (per lavarne i pavimenti) proprio come ha fatto Eulero con il problema dei ponti di Konigsberg. Tutto questo è diventato una gara a squadre che ha visto i ragazzi (e spesso i loro genitori) accanirsi nelle sfide, ma soprattutto incuriosirsi per la matematica che c’era “sotto”, tentando variazioni e generalizzazioni ai problemi posti.

Questa è stata la nostra Notte dei ricercatori. Ringraziamo tutti quelli che l’hanno resa possibile, a partire dal personale di Explora. E naturalmente un immenso grazie va al pubblico che è intervenuto. La Matematica ha tante case, grazie a voi da venerdì scorso ne ha una in più. Tornateci a trovare, ora sapete dove siamo.

 

1Ringraziamenti Allo staff di Explora che ha saputo gestire senza paura e con competenza l'urto della folla entusiasta e saputo entusiasmarsi con noi per questi esperimenti un po' fuori dal comune.

Se volete vedere qualche altra foto potete andare alla galleria di immagini.

Se volete approfondire le idee matematiche che abbiamo usato, potete guardare la nostra pagina di materiali vari.


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[1] Scherziamo. Cioè, val la pena, ma senza esagerare. E facendo ampia pratica di riciclaggio.

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