Il principio di Peter, ovvero: perché il tuo capo è incompetente
Alla fine degli anni '60, lo psicologo canadese Laurence J. Peter enunciò il seguente principio paradossale (chiamato da allora Principio di Peter): «Ogni membro di un'organizzazione gerarchica sale nei livelli della gerarchia sino a raggiungere il suo massimo livello di incompetenza»...
Alla fine degli anni '60, lo psicologo canadese Laurence J. Peter
enunciò il seguente principio paradossale (chiamato da allora Principio
di Peter):
«Ogni membro di un'organizzazione gerarchica sale nei livelli della
gerarchia sino a raggiungere il suo massimo livello di
incompetenza».
L'idea che c'è dietro è che le promozioni siano date ai «migliori», ma
che la competenza richiesta a ogni livello sia essenzialmente
indipendente (o almeno molto diversa) da quella richiesta al livello
precedente. Un articolo apparso nel 2009 [1] propone uno studio
computazionale di questo principio, mostrandone non solo la validità,
ma anche che una delle sue conseguenze sarebbe una diminuzione
dell'efficenza globale (che gli autori definiscono) della
struttura.
Più precisamente gli autori studiano due modelli di trasmissione della
competenza:
- l'ipotesi del senso comune in cui un membro dell'organizzazione mantiene la sua competenza al livello precedente con una varazione casuale (al più del 10%);
- l’ipotesi di Peter in cui la competenza dell'individuo è calcolata in maniera casuale ed è indipendente dalla sua competenza al livello gerarchico occupato prima della promozione.
In modo non sorprendente, nel caso dell'ipotesi del senso comune,
l'efficenza media aumenta in modo significativo se si promuovono sempre
i «migliori». Viceversa, diminuisce in modo significativo se ci si
mette nel caso dell'ipotesi di Peter.
Il passo successivo nel ragionamento è molto interessante: in una
struttura reale non sappiamo a priori quale delle due ipotesi si
applichi. Qual è allora la migliore strategia di promozione? Viene
fuori dallo studio che non è necessariamente quella che consiste nel
promuovere i «migliori». Gli autori studiano per prima cosa la
promozione sistematica dei «peggiori», poi la strategia della
promozione casuale. La migliore strategia a livello di efficacia
globale (e se non si sa in quale delle due ipotesi ci si trovi) è una
strategia mista in cui si promuovono alternativamente i migliori o i
peggiori con una certa percentuale p tra 0 e 1, la scelta migliore
essendo p=0,47.
In conclusione, gli autori dimostrano la validità del principio di
Peter, nel caso in cui l'ipotesi di Peter sia verificata, ma anche una
specie di principio simmetrico, ossia che se si combina questo
principio e la promozione dei peggiori, ognuno finisce per raggiungere
il suo livello di competenza massimale! Inoltre le promozioni casuali
garantiscono la conservazione della competenza degli individui nelle
due ipotesi.
I lettori avranno osservato che dare una visione quantitativa di ciò
che è la competenza è pericolosamente vicino alle valutazioni
quantitative molto di moda attualmente. I lettori potranno anche
chiedersi in quale misura questi risultati si applichino al mondo
accademico (o alla struttura gerarchica che conoscono meglio). Per
seminare un po' più (?) di dubbi, vorrei ricordare che le promozioni
attuali nel mondo accademico (ma anche in altre strutture) dal livello
n al livello n+1, dipendono fortemente dal fatto che l'individuo al
livello n spenda già o meno gran parte della sua attività in compiti o
responsabilità che — stricto sensu — sono normalmente esercitate
soltanto al livello n+1...
di Jean-Paul Allouche
Directeur de Recherche au CNRS, Université Paris-Sud, Orsay (pagina web)
Note:
[1] A. Pluchino, A. Rapisarda, C. Garofalo, The
Peter principle revisited: a computational study, Physica A 389 (2009)
467-472.


Ig-nobel prize 2010 a questa ricerca!
Fu vera Ig-nominia?
Attenzione, gli Ig-nobel prize non sono in realtà dati a ricerche "ignobili", ma piuttosto "For achievements that first make people LAUGH then make them THINK" (per risultati che prima fanno RIDERE e poi PENSARE). E infatti gli autori degli articoli sono ben contenti di ritirare il premio.
Certo,alcuni fanno soprattutto RIDERE, come il premio per la biologia:
BIOLOGY PRIZE: Libiao Zhang, Min Tan, Guangjian Zhu, Jianping Ye, Tiyu Hong, Shanyi Zhou, and Shuyi Zhang of China, and Gareth Jones of the University of Bristol, UK, for scientifically documenting fellatio in fruit bats.
REFERENCE: "Fellatio by Fruit Bats Prolongs Copulation Time," Min Tan, Gareth Jones, Guangjian Zhu, Jianping Ye, Tiyu Hong, Shanyi Zhou, Shuyi Zhang and Libiao Zhang, PLoS ONE, vol. 4, no. 10, e7595.