Le origini delle polveri sottili spiegate da modelli matematici
I modelli matematici possono aiutare a capire come le polveri sottili vengano prodotte nei motori delle automobili e quindi dare qualche suggerimento su come progettare dei nuovi motori meno inquinanti
Un gruppo di ricercatori dell'Istituto motori del Consiglio
Nazionale delle Ricerche (Im-Cnr) di Napoli sta studiando alcuni
modelli matematici in grado di descrivere il processo di produzione
delle polveri sottili all'interno dei motori delle automobili.
L'obiettivo del gruppo di scienziati è soprattutto quello di
raccogliere dati utili per progettare nuovi motori più “amici
dell'ambiente”.
Il progetto di ricerca si sta focalizzando maggiormente sul cosiddetto
"particolato carbonioso", una polvere nera prodotta dalla combustione
incompleta di una qualsiasi sostanza organica. Questa polvere può
essere facilmente osservata sulle superfici esposte ai fumi di
combustione, come per esempio i condotti di scarico dei veicoli a
motore.
E' molto importante comprendere come queste particelle, con un diametro
pari ad un millesimo di millimetro, nascano e si spostino all'interno
dei cilindri del motore, fino all'espulsione dallo scarico. Purtroppo
la ricerca sperimentale non è sufficiente per spiegare questo fenomeno,
e quindi risulta molto utile l'utilizzo di un modello matematico.
Maya Briani, ricercatrice dell'Im-Cnr, spiega infatti che è necessaria
“un'intensa attività di simulazione numerica in grado di farci vedere
quello che non si vede. Nel caso delle particelle, l'uso delle
simulazioni di modelli di cinetica chimica dettagliata permette di
predire e riprodurre non solo la massa di fuliggine emessa allo
scarico, ma anche le dimensioni delle particelle e la variabilità di
tali dimensioni al cambiare delle condizioni operative".
I modelli utilizzati dai ricercatori coinvolgono almeno 150 specie
chimiche diverse e 1.500 reazioni. "Il numero di equazioni
differenziali da risolvere è elevatissimo”, aggiunge la ricercatrice,
“e richiede tecniche di risoluzione numerica adeguate, in grado di
contenerne il costo computazionale".
A cura di Alice Sepe
