Incontrare un conoscente all’aeroporto è davvero una coincidenza?
A chi non è mai capitato di incontrare all’aeroporto per caso un conoscente che non vedeva da tanto tempo. Al canadese Daniel Guibault, per esempio, è successo il giorno del ringraziamento del 2008 quando si trovava all'aeroporto di Nizza, in Francia, in attesa del volo di ritorno per il Quebec. Inaspettatamente, ha incontrato un collega con cui aveva collaborato alla fine degli anni '70. Come direbbe un noto giornalista “la domanda sorge spontanea”: si può calcolare qual è la probabilità che eventi di questo tipo si verifichino?
La risposta è stata data dal matematico Jean-Marie De Koninck,
professore all’Università Laval. Secondo lui, infatti, è possibile
calcolare questo tipo di probabilità ma in una situazione del genere
deve essere considerato un grande numero di fattori per riuscire a
ottenere un risultato preciso. Esaminando il caso delle due nazioni
(Canada e Francia) bisognerebbe considerare per esempio il numero degli
aeroporti presenti in Francia, i flussi dei passeggeri in transito in
relazione al periodo dell'anno, il numero di viaggi effettuati in un
anno verso la Francia a seconda della classe sociale di appartenenza
(si può supporre che le persone più ricche e istruite viaggino più
spesso), o la lingua parlata (si può infatti ipotizzare che i francesi
si rechino in Canada più spesso degli inglesi).
Un calcolo che quindi diventa volta per volta più complesso. Grazie a
una serie di ipotesi si riesce però a semplificare e a renderlo più
comprensibile. Secondo De Koninck, la cosa più interessante di queste
situazioni è che noi crediamo che la probabilità che un fenomeno
del genere si verifichi sia dell’ordine di uno su un milione, mentre
invece l’esempio preso in esame mostra che spesso gli eventi che ci
sembrano casuali non lo sono poi così tanto.
Ma veniamo al calcolo. Secondo l’ente che si occupa delle statistiche
in Canada, i residenti in questo paese che hanno effettuato un viaggio
in Francia nel 2009 sono stati 735.000 su una popolazione totale di
33,7 milioni di persone. Le prime ipotesi che si fanno sono che nessuno
abbia effettuato il viaggio due volte e che ciascuna di queste
persone abbia la stessa probabilità di far parte del gruppo dei
viaggiatori. La probabilità quindi di essere in questo gruppo è 735 000
/ 33.700.000 = 0,0218 circa, ovvero il 2,18%. Ora, se contiamo i
colleghi attuali e quelli passati, gli amici vicini e lontani, così
come tutti i parenti, possiamo supporre di conoscere circa 200
persone. Quindi, qual è la probabilità che almeno uno di loro si rechi
in Francia nel nostro stesso anno?
«Per compiere questo tipo di calcolo esplicito», dice De Koninck,
«bisogna procedere al contrario», ovvero bisogna prima determinare la
probabilità che tale evento non si verifichi. In questo caso, ognuna
delle nostre conoscenze ha una probabilità di 1-0,0218 = 0,9782, ovvero
il 97,82%, di non andare in Francia nell’arco dell’anno in cui
abbiamo viaggiato noi.
Al passo successivo del calcolo bisogna stare attenti, perché nasconde
una piccola trappola. Istintivamente, potremmo pensare che la
probabilità che due nostri conoscenti non viaggino nel nostro stesso
anno sia pari a 1 – 2x(0,0218) = 0,9564. Attenzione! Questo
non è il modo corretto di calcolare questa probabilità. Infatti
considerando 46 conoscenze, la percentuale diventerebbe negativa: 100%
- 46x (2,18%) = - 0,28%, e ovviamente questo non ha senso. Dobbiamo
vederla come una “probabilità dentro un’altra probabilità”, ovvero
stiamo dicendo che i nostri due amici hanno il 97,82% della probabilità
di avere una probabilità del 97,82% di non andare in Francia nel nostro
stesso anno. Ciò viene calcolato semplicemente come
0,97822x0,97822= 0,9569. E quindi estendendo il calcolo ad i nostri 200
conoscenti abbiamo una probabilità pari a (0,97822)^200 = 0.012,
ovvero del 1,2% che nessuno di loro vada in Francia nel nostro
stesso anno.
A questo punto però bisogna considerare che in un anno ci sono 365
giorni, quindi supponiamo che i nostri 200 conoscenti abbiano 20 amici
che si recano in Francia una volta ogni cinque anni e che questa sia
anche la nostra frequenza di viaggio. Inoltre assumiamo che ci sia un
solo aeroporto in Francia. Infine, dice De Koninck, si ipotizza che il
tempo di permanenza in aeroporto sia di due ore.
Dal momento che i terminal sono quasi vuoti di notte, è possibile
dividere la fascia oraria 8-22 in sette intervalli di due ore.
Considerando il periodo di cinque anni, si hanno 7x365x5= 12 775
intervalli di due ore. Se riduciamo il problema a noi e solo ad uno dei
nostri amici, allora la probabilità di non incontrarlo è pari a 12 774
/ 12 775, ovvero il 99,9921%. Ma se abbiamo 20 amici che si recano in
Francia ogni cinque anni, sebbene la probabilità di non incontrare
nessuno di loro sia (0,9999212)^20 = 0,9984, resta una probabilità 1
-0,9984 = 0.16% di incontrarne uno. Lo 0.16 % equivale a 1 / 625, un
numero ben più grande di quanto in realtà immaginiamo sia la frequenza
di tali coincidenze ovvero del tipo 1/1000000. Inoltre, se iniziamo a
viaggiare a 25 anni e continuiamo a farlo fino ai 75, raggiungiamo un
totale di 11 viaggi in Francia, e la probabilità di incontrare un
conoscente nell’aeroporto arriva quindi a 1-0,9984x11 = 1-0,9829 =
0,0171 ovvero l’ 1,71%.
Quindi se i nostri amici hanno la stessa probabilità di incontrare un
conoscente, complessivamente abbiamo una probabilità di
1-0,9829x20 = 1-0,7086 = 0,2914 ovvero del 29,14%, di incontrare
un conoscente in aeroporto nel corso della nostra vita. Per cui, anche
se rimane una coincidenza notevole, non si tratta più, contrariamente a
quello che si potrebbe pensare, delle stesse probabilità di vincere
alla lotteria. Quanti tra i vostri amici sono diventati
milionari?
A cura di Cristiana di Russo
Fonte:
http://www.cyberpresse.ca/le-soleil/vivre-ici/la-science-au-quotidien/201104/02/01-4385969-la-mecanique-des-coincidences.php
