Cause dell'arteriosclerosi studiate in 3D
Costruire, al computer, una mappatura del flusso emodinamico su grande scala a partire da immagini acquisite mediante Tac
Si è giunti a questo risultato, che aiuterà a comprendere i
meccanismi alla base delle malattie cardiovascolari, come
l’arteriosclerosi, attraverso il lavoro di un gruppo di ricercatori
della l’Istituto dei processi chimico fisici (Ipcf) e l’Istituto per le
applicazioni del calcolo (Iac) del Consiglio nazionale delle ricerche
(Cnr) e l’Università di Harvard.
L'arteriosclerosi è la patologia più diffusa del sistema arterioso.
Malattia cronica, progressiva e clinicamente silente, l'arteriosclerosi
si manifesta in modo devastante, e può portare a decessi che il 50%
delle volte avvengono in modo improvviso e asintomatico. Sebbene il suo
sviluppo dipenda da fattori di rischio sistemici, come colesterolo
elevato, diabete o ipertensione, la manifestazione clinica è legata
soprattutto a un accumulo di lipidi e di cellule infiammatorie
all’interno delle pareti coronariche.
“Da alcuni anni la comunità scientifica ritiene che lo sviluppo delle
placche arteriosclerotiche sia collegato a una serie di disturbi
fluidodinamici della circolazione sanguigna”, spiega Simone Melchionna,
ricercatore Ipcf-Cnr e coordinatore del progetto. “Da qui l’idea di
studiare le condizioni che determinano la manifestazione delle malattie
cardiovascolari e dei disturbi fluidodinamici, attraverso
l’individuazione delle cause biomeccaniche del problema”.
Al centro dello studio, l’utilizzo di una tecnologia in rapido sviluppo
basata sulle Gpu, le cosiddette schede grafiche ad alte prestazioni.
“Attraverso queste schede, presenti in qualsiasi computer per
visualizzare un’immagine o animare un videogioco, è possibile simulare
sistemi di diverse dimensioni con decine di miliardi di variabili e
miliardi di globuli rossi”, illustra ancora il ricercatore. “Per quanto
riguarda invece la mappatura del sangue, solitamente si parte dalle
immagini bidimensionali acquisite mediante la Tac di una particolare
zona del corpo, ad esempio le coronarie o la carotide, ricostruendo
tridimensionalmente la topologia cardiovascolare. I grandi vasi vengono
quindi inseriti all'interno dello strumento computazionale, consentendo
così di studiare non solo gli elementi costitutivi del sangue, ma anche
la sua capacità di adattamento e la sua plasticità in caso di problemi
fluidodinamici legati a malattie cardiovascolari”.
A cura di Stefano Pisani
