Un modello matematico per la percezione dei colori

On July 29, 2009

Una nuova ricerca ha permesso di descrivere matematicamente come l'occhio umano percepisce il colore.

 

Pittori e  web designers potrebbero da oggi avere uno strumento in più per affinare la bellezza cromatica delle loro opere. Alcuni ricercatori americani hanno infatti elaborato un nuovo modello matematico che descrive il modo in cui l’occhio umano percepisce il colore, e consente di replicarlo in altri formati.

Lo studio, pubblicato  su  Proceedings of the National Academy of Science  illustra il nuovo modello che potrebbe porre nuove basi per la teoria della percezione del colore dell’uomo.

La ricerca condotta da A. Kimball Romney, professore di scienze sociali dell’University of California (Irvine) in collaborazione con Chuan-Chin Chiao della  National Tsing Hua University in Taiwan, ha portato a visualizzare matematicamente la sensibilità di un fotorecettore, un neurone specializzato che si trova sulla retina. La retina dell’uomo recepisce le informazioni ricevute da milioni di fotorecettori e le trasmette attraverso il nervo ottico, riconsegnando i dati che riguardano il colore degli oggetti.

Le differenze di come i colori vengono percepiti a seconda della persona e come gli stessi colori appaiono in TV, nei computer o in altri dispositivi confondono da sempre chi cerca di riprodurli in modo realistico come ad esempio pittori o  web designers.

Il professor  Romney, ha trovato la soluzione in un modello matematico che descrive il modo in cui l’occhio umano percepisce il colore con una precisione del 99,4% rispetto ai dati forniti dall’ International Commission on Illumination.

Lo studio potrebbe inoltre essere molto utile per comprendere meglio una malattia come il daltonismo: il nuovo modello di Romney, potrebbe fornire un mezzo per predire come le persone percepiscono i colori e fornire alcuni indizi su cosa non funziona negli individui affetti da daltonismo.

“La luce- e il modo in cui è riflessa dagli oggetti diversi- crea i colori che noi vediamo” ha detto Romney, precisando comunque che “il modo in cui l’occhio umano percepisce questi colori può essere differente dal modo in cui essi appaiono quando sono rappresentati matematicamente”.

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