Il premio Wolf 2017 per la matematica a Charles Fefferman e Richard Schoen

On January 22, 2017

Il premio Wolf per la matematica 2017 è stato vinto da Charles Fefferman, Princeton University, e da Richard Schoen, University of California, Irivine, per i loro sorprendenti  contributi rispettivamente in analisi e geometria. Il premio Wolf è stato creato nel 1978 dalla Fondazione Wolf. Oltre che in matematica, è assegnato anche in agricoltura, chimica, medicina, fisica e arte. Prima del Premio Abel, era la cosa più vicina che ci fosse ad un Nobel per la matematica, non avendo le restrizioni di età della medaglia Fields. Tra i vincitori del passato in matematica figurano alcuni tra i più grandi matematici del XX secolo, tra cui il nostro De Giorgi, che ricevette questo riconoscimento nel 1990. La lista completa dei matematici vincitori è quiI vincitori riceveranno in giugno il premio dal Presidente israeliano in una cerimonia speciale che si terrà a Gerusalemme. A seguire un breve profilo dei due vincitori di quest'anno. 

Charles Louis Fefferman è nato nel 1949 ed è considerato uno dei maggiori matematici americani viventi. Da piccolo è stato un ragazzo prodigio, essendosi iscritto all'università a soli 11 anni e avendo scritto il suo primo articolo scientifico quando ne aveva 15. Nel 1969, a soli 20 anni, ottenne il dottorato sotto la guida di Elias Stein, diventando full professor due anni dopo presso la University of Chicago. Dal 1973 è sempre stato professore presso la Princeton University. Durante la sua carriera ha vinto tantissimi primi, tra cui la medaglia Fields nel 1978. La figura di Fefferman ha inspirato Don DeLillo per il bambino prodigio nel romanzo del 1976 "La stella di Ratner".

I contributi principali di Fefferman sono in analisi matematica, sia in analisi armonica, che nelle equazioni differenziali a derivate parziali, distinguendosi nello studio degli integrali singolari e degli spazi di Hardy. A lui si deve la formulazione del Millennium Problem proposto dall'istituto Clay sull'equazione di Navier-Stokes. La citazione del premio Wolf dice che ha "dato contributi rilevanti in molto campi, che includono le funzioni di più variabili complesse, le equazioni alle derivate parziali e i problemi subellittici. Ha introdotto nuove tecniche fondamentali in analisi armonica e esplorato le loro applicazioni in un gran numero di settori, che includono la fluido dinamica, la geometria spettrale e la fisica matematica," e "ha risolto alcuni importanti problemi legati alla struttura fine delle soluzioni di equazioni alle derivate parziali."

richard-schoen_0Richard Schoen ha terminato  il PhD a Stanford nel 1977 sotto la direzione di L. Simon e S.T. Yau. Dal 1987  è stato professore  nella stessa Università (dal 1992 Bass Professor) e attualmente ha una  Excellence in Teaching Chair  alla  University of California, Irvine. Richard Schoen è stato un pioniere dell’uso  delle tecniche analitiche in geometria differenziale globale.  Nel 1979, in collaborazione con S.T.Yau, ha dimostrato il teorema della massa positiva in relatività generale. Nel 1984 ha dato la risposta conclusiva al problema di Yamabe sulle varietà compatte: una metrica Riemanniana su una varietà chiusa è conformemente equivalente ad una metrica con curvature scalare costante. Risposte parziali erano presenti nei lavori di T. Aubin, N. Trudinger e nei suoi stessi lavori con Yau. Più recentemente, dal 2008, con Simon Brendle, ha ottenuto  risultati fondamentali nello studio delle varietà di curvatura sezionale positiva.

I suoi risultati sulla mappe armoniche e le superfici minime sono profondi e imprescindibili ed i suoi libri con Yau: Lectures on differential geometry (1994)  e Lectures on Harmonic maps (1997) sono capisaldi della teoria e fonte continua di ispirazione per molti matematici.  Durante la sua carriera, Richard Schoen ha  ricevuto numerosi premi tra cui il Bôcher Memorial Prize, nel 1989, per soluzione del problema di Yamabe. Dal 2012 è fellow dell' American Mathematical Society, di cui, nel 2015, è stato eletto  Vice Presidente.

A cura di Barbara Nelli e Roberto Natalini

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