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Secondo una ricerca della Cornell University, il processo decisionale razionale e consapevole è in continua competizione con il comportamento più istintivo dell’uomo.
I matematici della Cornell hanno sviluppato un modello teorico per lo studio della dinamica tra “pensare veloce e lento”, ovvero della contrapposizione tra il processo cognitivo rapido e intuitivo e il pensiero lento e razionale. Gli studiosi hanno analizzato quindi la differenza tra il processo logico “automatico” e quello “controllato”“In psicologia e neuroscienze c’è una grande quantità di prove dell’esistenza di questi due diversi tipi di processi cognitivi”, scrivono degli autori della ricerca. “Un modo grossolano per descrivere la distinzione tra pensiero controllato e pensiero automatico è quello di associare il primo alla ragione e il secondo all’emozione”.

La ricerca, dal titolo Evolutionary game dynamics of controlled and automatic decision-making (Dinamiche di gioco evolutivo del processo decisionale controllato e automatico), pubblicata sulla rivista Caos, ha come prima firma quella di Danielle Toupo, studentessa che ha preso il dottorato con Steven Strogatz, professore di Matematica Applicata presso la Cornell University.
Gli scienziati hanno usato il loro modello matematico per conoscere l’interazione tra pensatori veloci e lenti nel risolvere il problema della ricerca delle risorse all’interno di una popolazione in continua evoluzione. I loro risultati hanno fatto luce su come l’evoluzione ha plasmato il pensiero umano.

I ricercatori hanno scoperto casi in cui coesistono stabilmente pensiero veloce e lento e alcuni in cui una modalità regna sovrana. Altre volte, però, è emersa l’alternanza dei due pensieri con un andamento ciclico: dapprima il pensiero lento (ovvero quello controllato) ha una maggiore influenza, poi però il pensiero veloce (ovvero automatico) prende il sopravvento, per poi essere nuovamente sostituito da quello lento, e così via.

“A seconda della quantità di risorse disponibili, abbiamo dimostrato che ci sono casi in cui i pensatori veloci dominano il mondo, casi invece in cui lo fanno i pensatori lenti, e in alcune situazioni i due modi di pensare si alternano” ha spiegato la Toupo. “Il nostro obiettivo era quello di vedere se esistono delle particolari condizioni di disponibilità delle risorse che garantiscano l’alternarsi di questi processi cognitivi e quindi il verificarsi dell’andamento ciclico”.

Anche se è bello pensare che gli esseri umani si sono evoluti nel tempo in esseri sempre più razionali, il modello mostra che questo non può essere vero. Il pensiero razionale può emergere ciclicamente, ma ci saranno sempre periodi in cui esso verrà messo da parte a favore dell’agire automatico. Ad esempio il Medioevo in Europa, ha sottolineato un altro autore, “è stato un brutto periodo per la razionalità”. Il modello proposto supporta anche l’idea che nel mondo moderno, caratterizzato da rapida innovazione tecnologica, il processo decisionale al passo con i ritmi evolutivi della società sia proprio quello veloce. Il mondo moderno, infatti, offre alle persone il lusso di non doversi impegnare in pianificazioni a lungo termine, optando per una gratificazione immediata.

 

(A cura di Alice Sepe)

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