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Dal Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio un bando per finanziare progetti educativi che aumentino la partecipazione di bambine e ragazze in ambito STEM. Ce ne parla Chiara de Fabritiis.

Nel difficile periodo dell’emergenza Covid, si sono levate da ogni parte voci che sottolineavano quanto le donne fossero doppiamente messe a dura prova dalla situazione. Dai quotidiani più diffusi, passando per i settimanali d’informazione e le riviste scientifiche di altissimo prestigio, fino ad arrivare alle chat delle società scientifiche, sono stati numerosi gli interventi che hanno attirato l’attenzione sull’asimmetria subita dalla componente femminile della società in moltissimi ambiti d’azione.

Adesso che la fase più acuta sembra attenuarsi, sono più che mai necessari provvedimenti che riequilibrino le fortissime differenze tra i sessi presenti anche in ambito STEM. Uno dei metodi che richiede più tempo, ma senza dubbio ha maggiore efficacia, è puntare sulla formazione delle giovani generazioni all’interno della scuola. Per questo il bando del Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio che trovate a questo indirizzo può essere un utilissimo strumento per ridurre le distanze, in alcuni  casi abissali, fra bambini  e bambine, fra ragazzi e ragazze nei percorsi delle “scienze dure”.

Uno dei pregi indiscutibili della call è la sua rapidità di implementazione: si tratta di progetti brevi, al massimo due mesi di durata, organizzati da enti locali, del terzo settore, scuole e atenei, che dovranno svolgersi fra il 1 luglio e il 31 dicembre di quest’anno e saranno finanziati con un massimo di 15.000 euro che potranno coprire anche il totale delle spese. L’ammontare complessivo messo a disposizione, con scadenza 30 novembre, è pari a 2 milioni che verranno distribuiti con la modalità cosiddetta a sportello, finanziando cioè i progetti ammissibili che sono stati presentati per primi, fino all’esaurimento delle risorse.

I requisiti di ammissibilità dei progetti, che dovranno riguardare una platea di utenti di età compresa fra 4 e 19 anni composta al 60% almeno da bambine e ragazze, prevedono come minimo 10 giornate di formazione per utente della durata di 4 ore o più ciascuna: ci sarà quindi tempo sufficiente per sviluppare un percorso articolato allo scopo di

– contrastare gli stereotipi e i pregiudizi che alimentano il gap di conoscenze tra le studentesse e gli studenti rispetto alle materie STEM e finanziarie;

– stimolare l’apprendimento delle materie STEM attraverso anche un approccio di apprendimento del metodo scientifico e modalità innovative di somministrazione dei percorsi di approfondimento;

– favorire lo sviluppo di una maggiore consapevolezza tra le giovani studentesse della propria attitudine verso le conoscenze scientifiche,

come recita il bando.

Uno schema dettagliato dei criteri d’esame che concorrono a formare il punteggio per la valutazione dei progetti  è contenuta nell’articolo 9 del bando: saranno finanziati solo bandi che totalizzino almeno 50/80; particolare attenzione, indicata anche dalla presenza  di una voce specifica del punteggio, è rivolta all’uso di nuove tecnologie nel progetto, in modo da aumentare la familiarità del pubblico con i mezzi di apprendimento con cui tutti siamo stati costretti a misurarci nel recente passato.

Vale quindi la pena di aprire il computer, confrontarsi con esperti ed esperte, contattare scuole, atenei ed enti locali, stendere un bel progetto e inviarlo (rapidamente) alla Presidenza del Consiglio: ne trarranno beneficio coloro che parteciperanno al progetto e, come ricaduta aggiuntiva, anche tante altre persone che entreranno in contatto con loro nel corso dei loro studi e della loro vita!

VAI AL BANDO

 

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