Modello matematico descrive in anticipo un’eruzione vulcanica

On December 18, 2012

I risultati di un nuovo studio sull’Etna dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia spiegano e descrivono le crisi sismiche e i fenomeni eruttivi più importanti degli ultimi anni sul cratere siciliano, grazie all’utilizzo di alcuni modelli matematici

Il professor Stefano Gresta, uno degli autori della ricerca, spiega che i modelli matematici computerizzati che hanno portato a queste conclusioni, potrebbero servire in futuro a prevedere l’evoluzione temporale dei diversi possibili scenari, sismico ed eruttivo, sull’Etna.

Questa ricerca dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) quindi risulta notevolmente importante soprattutto per le sue applicazioni nelle situazioni d’emergenza. E’ infatti evidente che i piani d’intervento, soccorso ed eventualmente evacuazione in queste circostanze potrebbero risultare molto più efficaci, grazie alla conoscenza in anticipo degli scenari che si presenteranno nelle varie fasi dell’emergenza.

Le simulazioni realizzate dai ricercatori dell’Ingv hanno riprodotto l’interazione fra il magma e le faglie, riproducendo il movimento della crosta terrestre. Seguendo il modello matematico gli esperti hanno notato come la risalita di nuovo magma possa trasferire energia sul fianco orientale dell’Etna, provocando l’attivazione sismica della nota faglia Pernicana e delle altre faglie che interessano i versanti orientale e meridionale del vulcano.

Tale movimento può anche accrescere l’instabilità di questo intero versante e scatenare l’attività sismica locale. Questa dinamica può sollecitare a sua volta la risalita di altro magma e così via, in un meccanismo di “feedback” o una specie di “loop”, che è in grado di generare le maggiori crisi eruttive.

Grazie a questo studio ora la spiegazione di come avviene, ciò che avviene, non è più un mistero. Il problema che resta è ovviamente sapere: quando. Tra quanto tempo? Quando sarà la prossima eruzione? Ma anche su questo fronte le simulazioni e le riproduzioni degli studiosi, fanno ben sperare per il futuro.

 

A cura di Alice Sepe

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