Matematica alla guerra

On December 20, 2009

Il numero delle vittime di una guerra e la tempistica degli eventi bellici sono legati a una sorta di legge matematica universale.

 

Lo hanno scoperto alcuni ricercatori dell’Università di Miami, in Florida, che hanno elaborato un modello matematico che consente di avanzare previsioni sull’andamento di alcune ‘variabili’ che sarebbero comune a ogni guerra, indipendentemente da tutti gli altri fattori come la politica e la geografia.

Come si legge sulla rivista Nature, gli scienziati hanno analizzato prima uno studio precedente di Juan Camilo Bohorquez dell’Università delle Ande di Bogotá, che aveva preso in considerazione su 54.679 mila attacchi  avvenuti durante le nove guerre in Afghanistan, Perù, Colombia, Indonesia, Iraq, Israele, Irlanda del Nord, Senegal e Sierra Leone. Il gruppo americano ha assemblato le informazioni su tempistiche, date, numero di vittime (da un singolo assassinio sulle strade di Bogotà a circa mille morti nell’agosto del 2005 a Baghdad, durante la fuga indotta da un attacco terroristico).   Messi su un grafico, questi dati mostrano che le tempistiche degli attacchi di tutte e nove le guerre appaiono davvero simili. Piuttosto che distribuirsi in modo casuale, gli eventi si verificano “a gruppi”, e anche i giorni di maggiore violenza (alto numero di vittime) sono vicini nel tempo.

La “magnitudo” della violenza di ciascuno conflitto segue la cosiddetta “legge di potenza” secondo cui è inevitabile la ripetizione di un evento di magnitudo molto alta dopo un certo periodo di tempo. Allo stesso modo, nel caso degli attacchi terroristici la legge di potenza determina la probabilità con cui si presenteranno gli eventi di diversa magnitudo (10, 100 o 1000 morti, per esempio). Dalla analisi emerge, così, che un attacco con dieci vittime può verificarsi con probabilità 316 volte maggiore rispetto a uno con cento.

Per cercare di spiegare il meccanismo che sottosta a questo schema, i ricercatori hanno preso in prestito un modello economico: tutti gli aventi bellici sono trattati come piazze di mercato – in cui gruppi di persone decidono ininterrottamente come agire e, piuttosto che coordinarsi, guardano le notizie. La grandezza della carneficina riportata ogni volta dai media determina la probabilità che un altro gruppo tenterà l’attentato e la sua portata.

Dopo aver creato diecimila guerre virtuali con il modello matematico, i ricercatori hanno ritrovato lo stesso schema dei nove conflitti reali considerati; gli attacchi nel corso del conflitto – dal più piccolo al più grande - mostrano sempre la stessa distribuzione. I ricercatori assumono, inoltre, che i gruppi di guerriglieri si formino e si frammentino quando avvertono un qualche pericolo, e che colpiscano sempre in modo da massimizzare la loro visibilità sui dei media, di cui si contendono l’attenzione.

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