ll computer più veloce del mondo a servizio clima

On December 20, 2009

Oak Ridge nel Tennessee (USA) è ora la casa del computer più veloce del mondo: Jaguar. L’obiettivo primario di questo supercomputer è quello di determinare le più sofisticate previsioni climatiche.

 

Chi sta seguendo lo scandalo del clima, noto come “climate-gate”, dovrebbe senz’altro conoscere l’uso della parola “trucco” da parte del professor Phil Jones.  Per chi invece è estraneo alla vicenda, possiamo riassumerla come l’intercettazione e la pubblicazione da parte di hacker informatici di diverse  mail, che si sono recentemente scambiati alcuni degli scienziati e dei responsabili che lavorano ai vertici del  settore climatico tra cui appunto il Prof. Phil Jones che è a capo della “Climate Research Unit”. In queste mail sembra che il prof. Jones ed i colleghi abbiano ammesso di usare alcuni “trucchi” nell’analizzare i dati raccolti, facendo quindi supporre una sorta di “insabbiamento” di quei dati che non confermino il riscaldamento globale. Anche se i blogger conservatori hanno cercato di fraintendere queste parole, insinuando che gli esperti del clima stiano in qualche modo imbrogliando l’opinione pubblica, sembra invece che la parola “trucco” sia stata usata in riferimento ad un lavoro estremamente complesso di modellizzazione del clima.

In realtà lo scienziato in questione ha sviluppato un “trucco” matematico per ridurre il tempo computazionale necessario per risolvere una specifica equazione. Questo scandalo è comunque indice di  quanto sia complesso modellizzare  il clima. L’intricata rete di fattori che coinvolge i continui cambiamenti climatici, (come il  magnetismo lunare e i brillamenti solari, le correnti oceaniche, le linee di faglia attive e, l’effetto serra prodotto dall’uomo), richiede trilioni e trilioni di calcoli per secondo, effettuati da supercomputer che testano vari scenari in rapida successione per determinare previsioni climatiche con un alto grado di probabilità. Fino ad oggi, gli scienziati climatici sono stati in qualche modo limitati dalle potenzialità del calcolo, richiedendo quindi alcune scorciatoie statistiche come il sopracitato “trucco”. Ma grazie ad un finanziamento di 20 milioni di dollari dal Recovery Act, i ricercatori  adesso hanno un computer all’altezza di tale sfida. Con un record da battere di 1 quadrilione, 759 trilioni di calcoli al secondo, Jaguar aiuterà ad svelare i segreti del cambiamento climatico globale e molto altro ancora.

Il computer sarà infatti usato anche per testare trilioni di varietà di alghe e altri organismi per la produzione di biocarburanti, energia avanzata e materiale di produzione e sarà persino impiegato nella ricerca dell’origine dell’universo. Thom Mason, direttore dell’ORNL (Oak Ridge National Laborarory) ha spiegato: “Lo scopo di queste macchine è di permettere alla comunità scientifica di affrontare problemi di tale complessità da richiedere una buona combinazione dei migliori hardware, software ottimizzati e di una comunità di ricercatori che si dedichi a rivelare nuovi fenomeni attraverso la modellizzazione e la simulazione. Con un miglioramento delle potenzialità computazionali, la comunità scientifica è in grado di ottenere risultati più veloci, comprendere meglio i complessi fattori coinvolti ma soprattutto fornire le informazioni necessarie a chi attua piani politici ed economici”.

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