Issey Miyake e gli abiti creati con la matematica

On December 18, 2012

Il geniale stilista giapponese, partendo da un teorema matematico, crea la collezione di abiti eco-sostenibili "132.5 Issey Miyake" che, come gli origami, prendono forma a partire da una superficie di tessuto piana.

Issey Miyake è un designer giapponese che si è formato a New York e Parigi. Più che un semplice stilista, può essere considerato come un architetto della moda, un uomo la cui  arte va al di là della creazione di un abito. Le sue collezioni sono caratterizzate da una continua ricerca, dall’utilizzo di tecnologie all’avanguardia e da materiali futuristici: si può dire che un capo firmato Miyake è il prodotto finale di un’ossessione, di una spasmodica corsa all’innovazione a cui lo stilista non riesce proprio a rinunciare.

Nonostante abbia ceduto da alcuni anni la maison che porta il suo nome, Miyake continua a sperimentare nuove forme e nuovi metodi per realizzare modelli che sembrano provenire da uno spazio parallelo. La sua ultima geniale idea è quella di creare una collezione di  abiti  basandosi su un teorema matematico e arrivando a realizzare capi che, come gli origami, prendono forma a partire da una superficie di tessuto piana. L’intento di Miyake è trasformare un oggetto bidimensionale donandogli una nuova dimensione, ovvero passando dal 2D al 3D quasi come un immagine piatta che prende forma. Nel 2010 lo stilista ha avviato un progetto di ricerca in collaborazione con l’equipe del Reality Lab, laboratorio che si occupa di innovazione tessile e di nuovi metodi per creare materiali all’avanguardia per l’industria della moda. La collezione infatti è realizzata interamente con  materiali plastici e con tessuti eco sostenibili, in larga parte provenienti da rifiuti riciclati, ed è il frutto di anni di studi e sperimentazioni.

Per creare questa collezione, ingegneri ed informatici quindi hanno offerto il loro sapere per realizzare abiti partendo da numeri e linee geometriche. La collezione “132.5 Issey Miyake” deriva infatti dal concetto di dimensione temporale e dalle 5 mosse necessarie per dar vita all’abito, trasformando una superficie piana di tessuto in un top, in una gonna o in un pantalone. Il punto di partenza è un foglio piegato come un origami che si dispiega tramutandosi in un oggetto tridimensionale che può essere indossato. Grazie a questa geniale intuizione, Issey Miyake ha vinto il London Design Museum Award nella categoria moda, dimostrando al mondo che un’idea folle spesso può tramutarsi in una realtà tangibile e concreta, proprio come gli “abiti matematici” che prendono vita qui e ora davanti ai nostri occhi.

 

A cura di Alice Sepe

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