Essere modesti... non paga

On November 3, 2011

Un recente modello matematico illustra come credere molto in se stessi, anche immotivatamente, aumenti le probabilità di successo.

 

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista «Nature» avere molta fiducia in se stessi e nelle proprie capacità accresce l’ambizione, la determinazione e la credibilità, aumentando quindi le probabilità di successo. Questa serie di benefici supera anche i relativi svantaggi come valutazioni errate, aspettative irrealistiche e decisioni rischiose. Degli studi condotti negli Stati Uniti hanno evidenziato come il 94% dei professori universitari si ritenga più dotato per l’insegnamento della media dei colleghi ed come il 70% degli studenti delle superiori pensi di essere un leader migliore rispetto alla media dei coetanei. Anche l’autovalutazione della prestanza fisica e delle facoltà intellettuali hanno portato a risultati analoghi. Il biologo evoluzionista Dominic Johnson dell’Università di Edimburgo e il politologo James Fowler, dell’Università della California di San Diego, hanno studiato come mai l’atteggiamento di credere, anche immotivatamente, nelle proprie capacità si possa sviluppare in una popolazione quando esistono anche strategie alternative come stimare correttamente o sottostimare le proprie abilità che portano a comportamenti molto più prudenti. I ricercatori hanno proposto un modello matematico in grado di simulare il comportamento di due individui che si contendono una risorsa pregiata. Chi si illude di essere più forte dell’avversario, decide di combattere adottando una strategia più conveniente, infatti in cambio di qualche ferita, riesce ad accumulare più risorse. Gli studiosi hanno osservato che “al contrario di quello che si potrebbe pensare, l’eccesso di fiducia massimizza la “fitness”individuale, e tende a diffondersi fino a quando i benefici ottenuti dalle risorse contese sono superiori al costo della competizione. Inoltre questo eccesso di fiducia è più vantaggioso nelle situazioni con un elevato livello di incertezza e di rischio, come lo sport, gli affari e la guerra. E questo può in parte spiegare come mai sia tuttora prevalente in quanto contribuisce alle bolle del mercato, ai collassi finanziari, ai fallimenti degli interventi politici, a disastri e guerre costose.” Johnson e Fowler concludono affermando che “la questione ora è di capire come incanalare l’eccesso di fiducia in sé che hanno gli esseri umani, per sfruttarne i benefici e insieme evitarne i potenziali disastri.”

 

A cura di Cristiana Di Russo

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