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Come si svilupperanno le città del mondo entro questo secolo? La risposta a questa domanda potrebbe venire da uno studio pubblicato su Nature Communications in cui gli scienziati hanno sfruttato il cosiddetto “machine learnig” (apprendimento automatico) per prevedere come potrebbe estendersi l’urbanizzazione entro il prossimo secolo, decennio dopo decennio, sulla base di differenti condizioni economiche e sociali.

Fino a poco tempo fa era difficile concepire un modello di simulazione globale di espansione urbana a lungo termine: il modo in cui le città si sviluppano (edifici, strade, persone, economia) può infatti cambiare nel tempo e, inoltre, questo sviluppo può variare ampiamente da paese a paese e persino all’interno di diverse parti dello stesso paese.

Ora, operando con la scienza dei dati, Jing Gao della University of Delaware e Brian O’Neill della University of Denver, hanno analizzato 15 set di dati globali che descrivono vari aspetti dell’urbanizzazione, tra cui una serie di mappe globali (di recente disponibilità) che mostra il cambiamento del territorio urbano negli ultimi 40 anni sulla base di immagini satellitari della Terra. Le mappe globali hanno una precisione di circa 38 metri e forniscono un dettagliato sguardo in modo univoco sullo sviluppo urbano passato finora impossibile con questo livello di specificità.

“I dati storici relativi all’estrazione di campioni del suolo hanno rivelato che esistono tre diversi stili di urbanizzazione: urbanizzati, costantemente urbanizzati e in rapida urbanizzazione”, spiega Gao. “E i paesi evolvono da urbanizzazione rapida a urbanizzazione costante a urbanizzata nel tempo”,
Non dovrebbe quindi sorprendere che gli Stati Uniti e la maggior parte dei paesi dell’Europa occidentale siano già urbanizzati. L’India e la Cina, che in precedenza avevano subito un rapido sviluppo, sono ora passate all’urbanizzazione costante. I paesi in rapida urbanizzazione attualmente includono molti paesi africani.

Comprendere questi “stili” di urbanizzazione non è sufficiente per catturare – a livello globale – come questa stia funzionando su scala locale. Per fare questo, i ricercatori hanno suddiviso il mondo in 375 piccole regioni e hanno lanciato (contemporaneamente) un modello unico per ogni regione; quindi hanno messo insieme i risultati di tutti i modelli per sviluppare una mappa globale. Queste informazioni possono far luce su come le nostre città possono cambiare e rivelare potenziali impatti dell’urbanizzazione in grado di aiutare i pianificatori urbani e i responsabili politici a livello locale e globale.

Le proiezioni del team di ricerca mostrano che la quantità totale di aree urbane sulla Terra può crescere da 1,8 a 5,9 volte entro il 2100. In media, se le tendenze passate dell’urbanizzazione continueranno, nel mondo si costruiranno circa 1,6 milioni di chilometri quadrati di nuove aree urbane a livello globale nel corso del secolo: si tratta di un’area pari a circa 4,5 volte la dimensione della Germania, o più di 225 milioni di campi da calcio.

Il modo in cui si verificherà questa espansione urbana, tuttavia, dipenderà in gran parte dalle tendenze della società negli anni a venire: le tendenze nella crescita economica, il cambiamento della popolazione, le abitudini di vita e quale sarà livello di considerazione dato al modo in cui le nostre abitudini influenzano l’ambiente. Sia per i paesi sviluppati che per quelli in via di sviluppo – per esempio i paesi in Europa e nel sud-est asiatico – si prevede che l’espansione urbana triplicherà se la società favorirà uno sviluppo materialistico e basato sui combustibili fossili invece di adottare una mentalità di sostenibilità.

Infine, una scoperta interessante è che, sebbene il pensiero prevalente sia che l’urbanizzazione stia avvenendo principalmente nei paesi in via di sviluppo, potrebbe non essere proprio così. “Guardando i dati raccolti negli ultimi 40 anni, la quantità assoluta di nuove costruzioni di terreni urbani nei paesi sviluppati è paragonabile a quella dei paesi in via di sviluppo”, spiega Gao. “Tuttavia, i cambiamenti sembrano più rapidi nei paesi in via di sviluppo perché attualmente vi è molto meno terra sviluppata, quindi il tasso di cambiamento sembra maggiore.” Ma allora: man mano che i paesi in via di sviluppo in Africa continueranno a crescere, raggiungeranno o supereranno i paesi sviluppati, come per esempio gli Stati Uniti, in termini di terra urbanizzata? “Secondo la definizione odierna, l’Africa dovrebbe diventare urbanizzata entro il 2100”, risponde Gao. “Ma anche se continuerà a svilupparsi a un ritmo molto rapido rispetto al resto del mondo nel corso del secolo, non raggiungerà i paesi sviluppati come gli Stati Uniti perché il gap iniziale è stato troppo grande e il mondo sviluppato continua a espandere la propria area urbana”.

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