La matematica dentro

Con l’aggiornamento di novembre vi proponiamo una piccola novità: la prima puntata della serie di video “Math inside”, la matematica all'interno, realizzata in collaborazione con Uniroma.tv... di Roberto Natalini

"La verità è che noi incontriamo dei matematici dappertutto, ogni giorno, ma difficilmente ce ne accorgiamo... Semplicemente non ci viene in mente che il nostro amministratore bancario possa avere una laurea in matematica, o che quelli che hanno inventato o prodotto i lettori DVD o MP3 abbiano tra i loro impiegati un gran numero di matematici, o che la tecnologia che trasmette quelle stupefacenti immagini delle lune del pianeta Giove si basi così pesantemente sulla matematica. Spesso penso che la maniera migliore di cambiare il modo con cui la gente guarda alla matematica, sarebbe di incollare un'etichetta rossa su ogni cosa che usi la matematica. “Math Inside”, Matematica all'interno. Ci sarebbe un'etichetta su ogni computer, certamente... Ma dovremmo anche mettere un adesivo rosso matematico su ogni biglietto aereo, ogni telefono, ogni automobile, ogni aeroplano, ogni semaforo, ogni ortaggio … Internet  … il sistema GPS. Tutta la vostra vita galleggia come una barchetta su di un vasto oceano di matematica. Ma difficilmente qualcuno lo nota. E questo è una vergogna. La gente pensa che la matematica non serva a niente, che non c'entri niente, che sia solo un gioco intellettuale senza alcun significato. Questo è il motivo per cui mi piacerebbe vedere questi adesivi rossi. In realtà, la miglior ragione per non usarli è che coprirebbero  la maggior parte del pianeta.”

Ian Stewart, Com'è bella la matematica. Lettere a una giovane amica
2006, Bollati Boringhieri

 

 

 

Con l’aggiornamento di novembre  vi proponiamo una piccola (per noi non così tanto) novità: la prima puntata (il pilot?) di una serie di video dal titolo  “Math inside”, la matematica all'interno, che realizziamo in collaborazione con Uniroma.tv .

 

Il tema è da sempre al centro della nostra esperienza di divulgazione, ossia quello di fare in modo che un po' tutti, noi in primo luogo, cominciamo a renderci conto che la matematica non è solo una scienza bella  ma senza scopo, un  divertissement  per un'élite fortunata. Un lusso che forse non possiamo permetterci in questi momenti di crisi. Che la matematica è già  qui,  ora, e vive insieme a noi, in tanti, se non tutti, gli oggetti che ci circondano.

 

In alcuni casi è molto evidente, per esempio nella protezione crittografica delle transazioni via Internet. In altri casi oramai non la vediamo più (ma c'è), come nell'ecografo, nel codice a barre o nei CD musicali, nelle nostre automobili, nel decoder del televisore, nel televisore. Senza la matematica non potremmo vedere i video su Internet. Non avremmo Internet. Non avremmo i computer. Non stareste nemmeno leggendo questo testo.

 

Eppure, in una qualsiasi conversazione casuale con non matematici, la matematica emerge come simbolo  dell'astrazione (che c'è, ma viene fraintesa), della lontananza dalla vita reale, e a volte si parla della sua inutilità (insieme con la sua difficoltà di comprensione, che spesso causa i pregiudizi precedenti).

 

E allora proviamoci ancora, facciamo conoscere a tutti, e in primo luogo scopriamo anche noi, i tanti posti in cui la matematica si nasconde. Avremo parecchie sorprese e forse, per noi che la matematica la pratichiamo per mestiere, sarà più  semplice farsi capire.

 

E proprio per tentare di farsi capire, apriamo in questo numero anche una nuova sezione dedicata alla riflessione collettiva:  DI’ LA COSA GIUSTA. Una piccola piazza in cui i nostri lettori potranno confrontarsi, esprimendo  la loro opinione, di volta in volta, su una diversa tematica. Questo mese, parliamo dell’eterno tema dell’insegnamento della matematica a scuola:  Quanto possono effettivamente aiutare le applicazioni della matematica nell'insegnamento della materia?

 

La matematica va (ri)scoperta perché è dentro ognuno di noi, come ci ricorda il Menone platonico. E senza questa  Math Inside, ci sentiremmo  probabilmente tutti un po’ più  incompleti.

 

 di Roberto Natalini

maurice.darmon@gmail.com

Posted by Maurice Darmon at 2009-11-14 18:13
Com'è bella la tua faccia, Roberto, nell'ultima immagine, quando rimani congelato (sarà l'effetto vertice Googol?)! Con amicizia M.

Del fotogramma finale...

Posted by Roberto Natalini at 2009-11-15 01:31
Diciamo che ancora non ho capito cosa fare quando smetto di parlare e quelli continuano a riprendermi. A volte sorrido come un'idiota, a volte guardo nel vuoto, oppure appunto mi congelo. In realtà quello che dovrebbe caratterizzare i veri professionisti della televisione sarebbe il fatto di ignorare totalmente la videocamera. Però poi vedo che anche le annunciatrici televisive, quando finiscono, rimangono con lo sguardo in camera e un sorriso congelato sul volto. Per cui, insomma, continuo a non sapere come fare. Idee? r

maurice.darmon@gmail.com

Posted by maurice Darmon at 2009-11-15 12:24
Non fare niente, per carità. Non era umorismo. Ideale invece non somigliare alle annunciatrice professioniste: non è proprio la stessa congelazione. Bravo! M

STAI IN CONTATTO

Scrivici!


Google Gruppi
Iscriviti a MaddMaths! (e ricevi la Madd-Letter)
Inserisci la tua Email:
Visita questo gruppo
Iscriviti al nostro RSS-Feed http://www.wikio.it
Raggiungeteci nel gruppo Facebook
University Press
MADD-Poll [3]
Quale libro di divulgazione matematica preferite (tra quelli usciti tra agosto 2010 e agosto 2011)?

Votes : 82 Results
Polls
 

Powered by Plone CMS, the Open Source Content Management System

This site conforms to the following standards:

Personal tools