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Alberto Saracco inaugura una serie di recensioni di giochi basati su concetti matematici con un soggetto molto originale: Turing Tumble.

Sono un grande assertore dell’importanza di libri e giochi nella vita dei bambini (e dei ragazzi, e degli adulti) come importantissimo strumento per imparare e per divertirsi, insomma… per vivere! Moltissimi giochi hanno dei retroscena matematici non da poco: la probabilità compare ogni qual volta il gioco non è completamente deterministico, nel caso dei giochi deterministici (e anche in quelli con componente casuale) è fondamentale la strategia… In alcuni giochi poi, la componente logico-matematica è veramente il cuore del gioco. Non è un caso se Richard Garfield, famoso per la creazione del gioco di Carte Magic: The Gathering, ma a cui si deve anche RoboRally (gioco sulla programmazione anticipata delle mosse), ha un dottorato in matematica.

I giochi che danno un fondamentale contributo alla costruzione di un concetto matematico (in maniera esplicita o implicita) sono davvero tantissimi, e mi sembra giusto recensirne qualcuno per i lettori di Madd:Maths! interessati a fare un bel regalo (o a giocare loro in prima persona). Inizio questa serie di recensioni con il bellissimo Turing Tumble, il regalo di Natale che mia figlia novenne ha ricevuto dagli zii (matematici pure loro).

Turing Tumble è fondamentalmente un computer meccanico basato sulla caduta di biglie, rosse e blu. Il nome, caduta di Turing -letteralmente-, vuole appunto enfatizzare questo fatto.

I materiali del gioco sono molto belli: un tabellone di plastica dura su cui montare vari pezzi per far scendere biglie metalliche rosse e blu. Un grande manuale-fumetto accompagna il gioco. Il fumetto racconta la storia di un’ingegnera aerospaziale in missione su un lontano pianeta, dove scopre un computer meccanico rotto. Man mano inizia ad aggiustarlo, scoprendo via via nuove funzionalità. Alle pagine del fumetto si alternano “missioni” per l’astronauta e per il giocatore: In ogni missione si hanno a disposizione un certo numeri di pezzi da montare sulla plancia per ottenere dal computer meccanico l’output desiderato.

Ben 60 diversi compiti di programmazione manuale attendono il giocatore. Si inizia con richieste molto semplici (generare una stringa di tutte palline blu; o una stringa che alterna pallina blu a pallina rossa) per arrivare a compiti più impegnativi, quali costruire i connettivi logici AND o OR, oppure far contare il proprio computer meccanico, con l’aiuto di pezzi speciali che possono assumere due diversi stati, dei veri e propri bit. I compiti sono ben strutturati in modo da poter imparare in maniera graduale, ma al contempo da risultare impegnativi. Negli ultimi schemi bisogna riuscire a programmare Turing Tumble in modo da fargli effettuare moltiplicazioni.

Mia figlia di 9 anni ha iniziato a trovare le prime difficoltà attorno al problema numero 15, ma è man mano riuscita a proseguire fino al 27. Gli ultimi 15-20 problemi sono decisamente complicati anche per gli adulti. E se proprio uno riesce a svolgere tutti i compiti, altri problemi attendono il bravo risolutore.

Il gioco è veramente bello, con ottimi e resistenti materiali, il fumetto è ben disegnato e i puzzle, interessanti e coinvolgenti, permettono di imparare le idee di base dietro il funzionamento dei computer. Grazie a questo gioco diventa davvero evidente quanto sia complesso il funzionamento dei computer e quanto sia impressionante quello che riescono a fare con delle dimensioni così piccole. Turing Tumble è a tutti gli effetti una macchina di Turing e può fare tutto quello che può fare un computer. Ma, per avere una potenza di calcolo pari a quella di un normale laptop, dovrebbe avere le dimensioni dell’intero Texas.

Per saperne di più, si veda il sito di Turing Tumble.

Alberto Saracco

Alberto Saracco

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