[#5]: TOULOUSE, LA VILLE ROSE.
Se vi trovate a viaggiare nel sud della Francia, ai piedi dei Pirenei, non lontano dall'oceano e dal mediterraneo, e siete un po' fortunati potreste imbattervi in Toulouse...
Se vi trovate a viaggiare nel sud della Francia, ai piedi dei
Pirenei, non lontano dall'oceano e dal mediterraneo, e siete un po'
fortunati potreste imbattervi in Toulouse. In realtà se
cosi fosse, vi accorgereste presto di non trovarvi in presenza di un
evento altamente improbabile. Infatti, nonostante non ancora molto
famosa al di fuori dei propri confini nazionali, Toulouse ha incontrato
un rapidissimo sviluppo negli ultimi anni ed è certo che,
continuando a questo ritmo, anche in Europa sarà presto
conosciuta e rinomata per la qualità della vita e l'alto livello
della ricerca scientifica. La sua area urbana è diventata
recentemente la quarta di Francia, ma ciò che la
contraddistingue veramente rispetto alle altre grandi città
Francesi è essere, subito dopo Parigi, la città che
conta la popolazione universitaria più ampia del paese.
Essa è quindi, inevitabilmente giovane e piena di vita, nel
suo centro storico ci si può perdere fra la miriade di locali e
bar sempre in festa. Concerti e festival sono all'ordine del giorno.
Allo stesso tempo, la città è la sede europea
incontrastata dell'industria aeronautica e aerospaziale grazie
alla presenza di AIRBUS, ATR, ASTRIUM per citare solo le principali
protagoniste. Ma Toulouse, che deve il suo soprannome la "ville
rose", al tipico colore dei mattoncini con cui sono costruiti gli
edifici storici, è anche sede di numerosi centri di
ricerca, pubblici e/o semipubblici, come l'ONERA, il CNES o
l'Observatoire Midi-Pyrénées. La ricerca e lo sviluppo non si limitano
all'aerospazio, la città è anche sede, secondo EconPhd, della
seconda miglior scuola di dottorato in Economia di Europa dopo
l'University Of London e sarà presto sede di uno dei più
grandi cancérpôle di Francia. Uno studio recente la pone al secondo
posto fra le città la cui qualità della vita è
migliore in Francia.
E fare matematica a Toulouse? Fare matematica applicata a Toulouse è
sicuramente stimolante e non potrebbe essere che così. L'istituto di
matematica, uno dei più grandi di Francia, diviso in tre
dipartimenti: matematica pura, statistica e probabilità e matematica
applicata, raggruppa circa 200 fra insegnanti-ricercatori, ricercatori
e professori, 120 dottorandi e circa 30 post doc. E se "la
chance" vi portasse qui per un periodo di ricerca o decideste di
venire a studiare a Toulouse?
In tal caso vi trovereste davanti a una scelta difficile, quali
progetti seguire? Su cosa lavorare? Dove andare di sera? Certo, quando
le scelte sono molte e l'Equipe di Modellistica per l'Industria e la
Fisica (MIP) lavora su diversi fronti, spesso non è facile decidere.
Ecco alcune delle possibilità: potreste essere coinvolti nel progetto
“INRIA Large-scale Initiative Action on Applied Mathematics and
Computer Sciences for the ITER project”, il cui obiettivo è
quello di sviluppare tecniche numeriche opportune per le simulazioni di
cui necessitano I fisici che lavorano sulla fusione magnetica nel
progetto ITER (progetto che prevede la realizzazione di un reattore a
fusione nucleare in un sito nei pressi di Marsiglia). Oppure
vi può essere chiesto di collaborare a "PEDIGREE
(PEDestrIan GRoups : EmErgence of collective behaviour through
experiments, modelling and simulation)", il cui scopo è di effettuare
studi sperimentali e teorici sulla formazione di comportamenti
collettivi in gruppi di uomini e il conseguente sviluppo di modelli
matematici e di simulazioni basati su dati sperimentali. Ma anche
”Kinetic Description of Multiscale Phenomena“ è un progetto di ricerca
che potrebbe interessarvi. A questo proposito, possiamo dire senza
paura di essere smentiti che l'Equipe MIP, grazie ad alcuni dei suoi
ricercatori, si posiziona ai primi posti nel mondo fra i gruppi che si
occupano di applicazioni della teoria cinetica. Per chi fosse
completamente a digiuno di questi argomenti possiamo brevemente
riassumere che le equazioni cinetiche svolgono un ruolo centrale in
molte aree della fisica matematica dalla micro e nano-fisica alla
meccanica dei continui. Questa teoria risulta essere un mezzo
indispensabile per la descrizione matematica di applicazioni che
spaziano della fisica, alle scienze economiche, dai semiconduttori ai
polimeri, ai plasmi, alle reti o alle folle. Utilizzando la teoria
cinetica, in questo laboratorio ci si occupa, fra le altre cose, dello
sviluppo di metodi analitici e numerici per la descrizione di fenomeni
complessi che coinvolgono diverse scale spaziali e temporali con un
ampio ventaglio di applicazioni pratiche. Non dimentichiamo anche
che possiamo lavorare sui plasmi con il progetto "PLASMAX : Plasma –
Microwave interaction", per studiare le interazioni fra plasmi e
microonde che sono interessanti in molteplici applicazioni aerospaziali
come le antenne per i satelliti. E come non citare " PANURGE
(Study of gregariousness in vertebrate species)", ricerca che
tenta di analizzare quantativamente e comprendere i movimenti
collettivi delle pecore attraverso approcci sperimentali e modellistica
matematica. Terminiamo questa breve carrellata, sui progetti di ricerca
in sviluppo al MIP di Toulouse con il progetto "QUATRAIN (QUantum
TRAnsport In Nanostructures)". A questo proposito, non è un segreto che
le società di microelettronica producano attualmente dispositivi
altamente miniaturizzati con lunghezze caratteristiche inevitabilmente
molto piccole. In questi dispositivi, effetti quantistici come il
tunneling degli elettroni o interferenze diventano fenomeni importanti
e qualche volta predominanti. Di conseguenza poichè i metodi numerici
tradizionali usati nelle industrie sono spesso basati sulla
fisica classica, un importante lavoro di ricerca viene attualmente
portato avanti per disegnare modelli quantistici opportuni e
corrispondenti metodi numerici.
A questo punto probabilmente ci si chiederà se per tutto questo c'è un
prezzo, ovvero qual è il lato negativo in questa breve storia?
Possibile che si possa lavorare in una bella città, in un ambiente
dinamico che offre numerose possibilità per poter esprimere il proprio
potenziale e per mettervi alla prova, che vi dà la possibilità di
incontrare ricercatori che vengono da tutto il mondo e che, dopo un
dottorato, offre possibilità di un inserimento professionale sia nella
ricerca pubblica che privata a patto di dimostrare di essere persone
preparate, motivate, serie e lavoratrici? Beh, dovete imparare il
francese...
Giacomo Dimarco è attualmente assistant professor (maître de
conférences) all'Università Paul Sabatier di Toulouse France ed
affiliato al centro di modellistica calcolo e statistica CMCS
dell'Università di Ferrara
