[#10] Alla scoperta del MOX
Questo mese, vi presentiamo il laboratorio di Modellistica e Calcolo Scientifico MOX del Politecnico di Milano
Il MOX è nato nel 2002 all'interno del Dipartimento di Matematica “F. Brioschi” del Politecnico di Milano, con la finalità di organizzare le competenze presenti nel dipartimento nei campi della modellistica, dell’analisi numerica e della statistica applicata. Questa aggregazione è stata creata con un duplice scopo: creare sinergie fra i vari gruppi di ricerca e presentare queste forze in maniera omogenea e organizzata verso la comunità scientifica internazionale e il mondo industriale, al fine di promuovere la matematica avanzata quale strumento primario di innovazione ingegneristica.
Ideato da Alfio Quarteroni e Sandro Salsa, allora Direttore del
Dipartimento di Matematica, il MOX ha da subito potuto contare su
alcuni dei nomi più attivi nei campi scientifici di riferimento; Luca
Formaggia, Fausto Saleri, Piercesare Secchi, Alessandro Veneziani,
oltre a una nutrita compagine di ricercatori. Inizialmente insediatosi
al sesto piano dell'edificio che ospita il Dipartimento (la famosa
“Nave” del Politecnico), il MOX si è col tempo accresciuto in
partecipanti ed è quindi andato a occupare sempre più spazi, con uffici
nei vari piani e nella nuova palazzina a fianco della “Nave” (il
“Tender”).
Oggi al MOX lavorano circa 50 persone suddivise in una struttura
piramidale formata da tre professori ordinari, tre associati, 16
ricercatori, 12 collaboratori scientifici e 17 dottorandi. I temi
dell'analisi numerica, della probabilità e della statistica vengono
declinati in più attività di ricerca, alcune volte a dare solidità
teorica a strumenti matematici e algoritmi, altre a fornire la giusta
formulazione per l'applicazione delle tecniche matematiche a problemi
di natura ingegneristica. La sinergia fra queste due linee di ricerca è
totale, nel senso che, come i problemi teorici possono essere stimolati
dalla necessità di nuove applicazioni, così nuove tecniche di indagine
possono aprire la strada alla risoluzione di applicazioni pratiche. La
natura specificatamente trasversale degli strumenti matematici estende
potenzialmente il campo di azione a qualsiasi problema.
Tuttavia, nel corso del tempo, si sono consolidate precise
esperienze in ambiti applicativi ben delineati. Citiamo, ad esempio, le
applicazioni in campo cardiovascolare, o nell'introspezione geologica,
o ancora l'analisi statistica di grandi quantità di dati, temi ormai
divenuti “classici” al MOX e oggetto di continue collaborazioni con
enti esterni di ricerca, pubblici e privati. Accanto a questi, troviamo
lo studio di dispositivi elettro-ottici, l'analisi fluidodinamica di
microstrutture – come la trama e l'ordito di speciali tessuti – o la
modellazione fluidodinamica di oggetti con struttura sottoposta a
deformazioni – quali, ad esempio, imbarcazioni o ausili per la
navigazione.
Come già ricordato, l'applicazione degli strumenti matematici non ha
certo potuto prescindere dallo sviluppo degli strumenti stessi;
problemi nuovi richiedono strumenti innovativi ma consolidati allo
stesso tempo, quindi verificati nelle loro proprietà di stabilità e
convergenza; banalizzando, potremmo dire che non esiste un'applicazione
che non sia sostenuta da un teorema, il che rende il lavoro
teorico imprescindibile all'interno di una ”officina” come il
MOX. Ecco quindi che vengono studiate tecniche di generazione di
griglia e tecniche adattive, e parallelamente metodi multiscala,
analisi di dati funzionali, modelli a effetti misti per l'analisi e la
gestione di database ad alta complessità, problemi di frontiera, nuovi
precondizionatori per la soluzione di sistemi lineari di grandi
dimensioni.
La scommessa del MOX è stata duplice: portare la matematica alle
aziende, ma anche portare le nuove problematiche ingegneristiche dentro
la matematica, in modo che entrambi i settori potessero beneficiarne
reciprocamente. La misura del successo mantiene un carattere di
dualità: da un lato una cospicua testimonianza del lavoro scientifico
svolto, costituita dal classico sistema di pubblicazioni sulle più
rinomate riviste del settore, dall'altro un crescente interesse delle
aziende nel chiedere al MOX aiuto e consulenza per i loro problemi
ingegneristici.
Un'altra sinergia cercata e puntualmente verificata è poi stata quella
con il corso di studi in ingegneria matematica, che il Politecnico di
Milano ha istituito basandosi essenzialmente sulle forze del
Dipartimento di Matematica stesso. Il MOX è subito diventato centro
attrattore per molti studenti, sia per i loro lavori di tesi di laurea
che per i progetti di dottorato. Dopo otto anni di attività, si è
presentata la necessità di convogliare la continua crescita in
direzioni sostenibili, che non portassero alla creazione di strutture a
dimensione fuori scala rispetto alle strutture ospitanti. E' notizia di
questi giorni la nascita di uno spin-off del MOX, tramite
collaborazione fra il Politecnico di Milano e la società Warrant:
MOXOFF è una società di diritto privato che prende in carico e amplia i
servizi alle aziende oltre quei limiti che competono a una struttura
universitaria, ma che saprà avvalersi del MOX quando sarà necessaria la
ricerca e la sperimentazione di punta. MOXOFF è un nuovo luogo della
matematica e, almeno per l'Italia, è veramente un luogo unico. Diamogli
tempo di costruirsi una storia, e poi ne riparleremo in queste
pagine.
Maggiori informazioni al sito web http://mox.polimi.it
