Perché la gente ha paura della matematica?

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Inserisci un commento nel nostro Forum. Perché la gente ha tanta paura della matematica? Cosa si potrebbe fare per fargliela passare?

Hiatus-hole

Posted by Dott.ssa D'Elia at 2010-10-06 10:44
Everybody knows that mathematics must be studied very well already in primary school;for example if a pupil doesn't memorize very well the multiplication table or algebraic's properties,he can't do nothing in the secondary school.
Which is why it doesn't fright but crass ignorance in science subjects.

Maths graduates teaching Mathematics

Posted by Claudia at 2010-10-06 12:28
Generally those who are frightened by Maths are the ones whose Maths teacher was not graduated in Mathematics.
They always complain the teacher's difficulty in explaining things in the easiest way.
I suggest to select Mathematics teachers among Maths graduates only.

Paura della matematica

Posted by Lorenzo at 2010-10-06 12:28
A mio modestissimo parere credo che la maggior parte delle persone abbia paura della matematica per il semplice fatto che questa richiede uno sforzo maggiore rispetto alle altre discipline. E' meno immediata e richiede attenzione e impegno costante, spesso per ottenere pochi risultati (anche se alla lunga la matematica sa ripagarti con gli interessi). Le persone sono abituate a impegnarsi poco. Molto poco.

la colpa è della presentazione

Posted by .mau. at 2010-10-08 18:19
La matematica viene presentata a scuola come un insieme di regole fisse, come fosse le tavole della legge. Il povero studente non capisce perché le cose siano così e si blocca cercando di imparare a memoria assurdi geroglifici.

(e comunque sì, non si può pretendere che persone che non capiscano la matematica la insegnino e i loro studenti poi la amino...)

E' vero ...

Posted by Maurizio at 2011-04-14 09:44
...condivido.
Per mia esperienza credo anch'io che le cose stiano così. Poi aggiungiamoci che la gran parte dei docenti di Matematica alle scuole elementari e medie inferiori (ma...anche alle superiori) non ha idea di cosa sia la Matematica percui la trasmissione dei contenuti è fortemente scandita da regolette da mandare a memoria, tratte da un libercolo di testo. La bellezza del Pensiero matematico e la creatività non emergono ed i giovani (giustamente!) non apprezzano quanto loro insegnatogli.

paura

Posted by antonella at 2010-10-08 18:31
io ho sempre avuto "paura" della matematica. Ho avuto un'ottima insegnante alle scuole medie che mi ha permesso di superare "indenne" cinque anni di liceo classico. Nonostante questo la paura ha sempre prevalso. perché? Perché il fascino, la curiosità che la matematica esercita sulla mente degli esseri umani (o almeno: la mia) è enorme, ma lo è, altrettanto, la frustrazione che prende quando la matematica scivola via, sfugge. Ad un certo punto, nonostante l'impegno, il meccanismo si inceppa e tu sai che oltre un "tot" non potrai mai andare. Resta così il fascino di serie televisive forse improbabili come Numbers o di gruppi come madmaths, mi sento bambina con la voglia di scoprire "come si fa" ma la paura di non essere capace perché non capisco. E allora mi abbandono alla visione di una sorprendente radice quadrata che dopo un sacco di "giravolte" fa apparire il numero magico.... Ho il sospetto che tutto questo non spieghi la paura di tutti, ma solo la mia! ;-)

insegnanti

Posted by Giuseppe at 2010-10-08 19:00
incompetenza degli insegnanti! Sono molti anni che impartisco ripetizioni e, tranne rarisimi casi, la colpa è sempre dell'insegnante. Mi chiedo spesso come sia possibile, soprattutto in campo matematico, che uno studente scelga il corso di laurea in matematica o fisica, sopporti anni di sacrificio per questa "passione" (non ci si iscrive per caso, non è giurisprudenza, psicologia o altro) e poi, senza pensarci 2 volte, getti la propria carrirera, anni di studio, esami difficili per insegnare qualcosa che, nel migliore dei casi, è una piccola parte di analisi 1...
E non solo, quel poco sapere che ha da trasmettere, lo distribuisce con superficialità, superiorità; magari sceglie anche a quali degli alunni che ha di fronte trasmettere qualcosa basandosi esclusivamente sul rendimento globale nelle altre materie. Spesso si scambia intelligenza con cultura.
In questo regime, come può un ragazzo, che può avere delle potenzialità tutte da scoprire, amare una disciplina che appare arida, sconnessa dalla realtà, esclusivamente astratta, quando basta poco per fare aprire gli occhi su ciò che può dare o dimostrare?

società

Posted by davide at 2010-10-11 22:50
Chi sostiene che la colpa è degli insegnanti perchè ha fatto ripetizione non si rende conto del problema. Un conto è insegnare ad una persona (molto facile) un conto è insegnare a 28 studenti tutti diversi.
Visto che sostiene di essere bravo perchè non prova a insegnare lui in una classe con ragazzi dai problemi più disparati con famiglie assenti che non supportano il docente nel suo mestiere ma anzi gli vanno contro??

La realtà è che già in prima media una metà degli studenti dice: "io non ci capisco niente di matematica" ed è difficilissimo fargli cambiare idea.
Per gli studenti non sapere la matematica non è un problema per loro perchè dal punto di vista la maggior parte delle persone (i loro genitori spesso ma anche i loro insegnati di Italiano o latino) sostengono di non sapere nulla di matematica.

Non conoscere la matematica in sostanza non è un qualcosa di cui lamentarsi. Chi non sa la matematica non è agli occhi della società un ignorante.
Per capirci, il paradosso è il seguente: se non conosco chi è Garibaldi mi vergogno e non me ne vanto... se non so cosa è il coseno o una derivata non me ne vergono e sostengo di vivere più che bene lo stesso.

I ragazzi a cui piace la matematica sono quelli a cui, ad un certo punto della loro carriera scolastica delle elementari, la maestra e/o la famiglia hanno detto: "tu sei bravo in matematica".

Per tutti gli altri non è un problema perchè la matematica non fa parte della "cultura" è visto da molti come un "sapere tecnico" per pochi.

Aggiungo che in una società come la nostra il ruolo dell'insegnante è visto come quello di un fallito. A maggior ragione quello degli insegnati di matematica e fisica (come è così bravo come mai si è ridotto ad insegnare).
Tutto questo innesca un meccanismo a catena:
- chi insegna è sfigato
- i migliori a meno di "vocazioni all'insegnamento" piuttosto fanno altro.

Ormai siamo al paradosso la carriera di un informatico o di un qualunque impiegato è visto meglio di quella di un docente.
...siccome tutti siamo stati a scuola tutti ci permettiamo di criticare gli insegnanti... ma più difficilmente ci mettiamo a criticare avvocati, ingegneri, medici...

P.S. perchè insegnare dovrebbe essere buttare la propria carriera? Che vergogna le persone che la pensano così.
L'insegnamento dovrebbe essere visto come il primo e più importante mestiere e non come l'ultimo!
Insegnare ad un bambino a leggere o insegnare a dimostrare un problema è tutt'altro che facile... molto più semplice è insegnare all'università quando hai davanti a te persone più che motivate.

facilità

Posted by Claire Beaux at 2010-10-12 15:34
Ciao a tutti!!! Anche io insegno...e sono stufa di sentir dire che la matematica è difficile e che non serve a nulla. L'anno scorso per sfatare ciò ho proposto un corso opzionale di matematica e arte dicendo che non serviva il libro, non si facevano esercizi, ma serviva solo curiosità e voglia di conoscere. Beh in una scuola di quasi 200 studenti...si sono iscritti in 5!!
Oggi i ragazzi sono abituati ad avere tutto con estrema facilità e molti genitori li accontentano in tutto purchè non "rompano". Hanno anche poco orgoglio e si accontentano, se aggiungiamo che i loro genitori pensano che l'insegnante lavori solo la mattina e abbia tre mesi di ferie....beh la frittata è servita!!

paura e divertimento

Posted by Clara Della Pietà at 2010-10-15 23:50
paura? ...è una parola grossa ma sto al gioco! credo che la "paura" della matematica sia come la paura dell'ignoto: temo ciò che non conoco. a volte i bambini più piccoli, dopo uno spavento, un BUUUU!!! improvviso da parte di un amico, passano dalla paura al divertimento (se scoprono il trucco) e chiedono di ripetere il gioco perchè la paura si trasforma in piacere. ecco, credo che chi ha paura della matematica non ha mai visto chi/cosa c'è dietro al BUUUU!!!!, senza gli strumenti per scoprire il trucco non può godere della parte piacevole del gioco. scherzi a parte, anch'io sono un'insegnante... è dura! e, non dico di averle provate tutte ma ci sto andando vicina.... come resisto? mi diverto (con la matematica e i "suoi derivati")e cerco di estendere il contagio! ciao a tutti!

Dannatamente banale dar la colpa ai docenti

Posted by Erasmo Modica at 2010-10-16 17:19
Come scritto in oggetto, dar la colpa ai docenti di matematica è una prassi ormai consolidata, sbrigativa e abbastanza banale. Come in tutti i campi lavorativi, esistono persone molto preparate, dinamiche, in grado di stupire e di stupirsi. Ma esiste anche gente molto impreparata, che si limita a esercitare con una grande dose di frustrazione il proprio mestiere, che detesta quello che fa, ma lo fa perché non è in grado di fare altro. Quindi, esistono insegnanti scarsi, come esistono avvocati scadenti, come esistono ingegneri incapaci, etc.
L'idea dell'insegnante che regna fuori dal contesto scolastico è una pessima idea. Dobbiamo ammettere che anche noi insegnanti abbiamo contribuito a dare un'immagine di noi abbastanza ridicola, permettendo di far passare l'idea di fannulloni e gente che non sa fare altro nella vita. L'idea comune va in pasto alla società, quindi alle famiglie, che tramandano (ovviamente non tutte le famiglie) ai loro figli questa condizione "sfigata" del docente di oggi. In realtà, di fronte a fannulloni e carenti di entusiasmo, esistono dei docenti che credono fortemente in quello che fanno, lo fanno bene e hanno scelto di esercitare il loro mestiere. Ci sono docenti che hanno capito che, soprattutto quando si insegna la matematica, è necessario stupirsi mentre si presentano i contenuti, perché lo stupore del docente lascia un'impronta indelebile nella mente dell'allievo.
Facendo considerazioni da docente di liceo, insegnare non è semplice, perché ci si trova di fronte ad una serie di problematiche che passerò brevemente in rassegna e che, di certo, non sono esaustive.
1) Scarsa preparazione di base: l'alunno che arriva al liceo porta con sé un bagaglio culturale e delle convinzioni che è molto difficile sradicare. Le difficoltà in matematica nascono alle scuole elementari, quando già le maestre insegnano ai bambini a contare sulle punte delle dita, ma non si curano di condurli verso l'astrazione del contare e quindi a impedir loro, successivamente, l'uso delle mani. Inoltre, alcune maestre detestano fortemente la matematica, non sono delle laureate in matematica, per quanto si sforzino nell'insegnarla decentemente, l'allievo percepisce questo disgusto, lo fa proprio e lo elegge come compagno di vita.
2) Limitate competenze dei docenti degli ordini scolastici inferiori: inutile prendersi in giro, quante maestre sono laureate in matematica? Quanti docenti di Scienze delle medie sono laureati in matematica? Ognuno è specialista nella propria disciplina (forse). Il laureato in scienze insegna bene le scienze, spesso non ama la matematica; il laureato in matematica insegna bene la matematica, spesso conosce poco di scienze. Perché non separare i saperi da insegnare? Unicuique suum!
3) Radicate convinzioni sociali: essere ignoranti in matematica è, come hanno evidenziato in discussioni precedenti, motivo di vanto! "Sei ignorante in matematica? Sei normale! Conosci la matematica? Sei un genio!"
Ci tengo a precisare che l'ignoranza è ignoranza e non è MAI motivo di vanto, in qualsiasi campo del sapere. Certo, non possiamo sapere tutto, ma non conoscere chi era Garibaldi è tanto grave quando non sapere quale sia la quantità di acqua che devo utilizzare per riempire un acquario di date dimensioni, soprattutto se devo comprarla e vogliamo arginare le spese inutili! Inoltre, è possibile verificare facilmente che chi sa di matematica non è un genio, è un curioso, che l'ha apprezzata molto e ne ha capito la potenza intellettuale. Esistono tanti e tanti laureati in matematica che non ne sanno di matematica (rientriamo nel discorso di avvocati, ingegneri, medici incapaci).
4)Condizioni di insegnamento poco agevoli: sfido io i genitori a insegnare la matematica a gruppi di 35 alunni, proponendo attività alternative al fine di tenere vivo l'interesse. Se hai 35 alunni in una classe, cosa bisogna far prima? Spiegare? Proporre attività alternative? Effettuare le verifiche? Proporre attività informatiche?
A volte non si sa cosa bisogna far prima! Spesso si rischia di far tutto male, anche quando si cerca di mettere il massimo impegno per catturare l'attenzione. Ricordiamoci che l'alunno alle superiori è già formato, con le proprie convinzioni. A volte il docente riesce a interessarlo, altri volte le sue convinzioni sono troppo radicate e non si riesce a far altro se non a strappargli una sufficienza per tenere a bada il docente di matematica caino! Si sta tentando di proporre un curricolo alternativo, ma siamo ancora ben lontani da quello che dovrebbe essere il curricolo ideale, volto a formare il cittadino, in modo tale che esso non si trovi spaesato quando dovrà riempire l'acquario. Prima al liceo scientifico vi erano 5 ore di matematica in prima, adesso ce ne sono sempre 5 ma bisogna anche fare storia della matematica e informatica. Se avevamo difficoltà già prima, adesso sì che andrà tutto liscio! Formeremo dei veri matematici del futuro!
Non prendiamoci in giro, non passiamoci di mano in mano la colpa, è più produttivo meditare sulle difficoltà, su ciò che non funzioni e agire su quello. Agire anche sulla differenziazione dei saperi da insegnare, tenendo presente che un buon laureato in matematica con buone competenze comunicative e di trasposizione didattica (perché ci sono anche i preparatissimi che si spiegano come un libro chiuso) può insegnare bene la matematica, ma non insegnerà altrettanto bene la fisica, come può fare un laureato in fisica con buone competenze comunicative e di trasposizione didattica!

Un'aggiunta...

Posted by Maurizio at 2011-04-14 09:47
...senz'altro gran parte è vero. Ma non dimentichiamo che la maggior parte dei docenti alle scuole medie inferiori è laureato in Biologia o Scienze Naturali perchè la Matematica viene insegnata congiuntamente a Scienze.
Ma perché???
Inoltre alle superiori es. il liceo scientifico, Matematica viene sovente insegnata da un laureato in Fisica mentre Fisica viene sovente insegnata da un laureato in Matematica (ma perché???).
Siamo il Paese dei zibaldoni ed a nulla é valso quanto scritto ad es. da Federigo Enriques o da Lombardo Radice circa l'insegnamento della Matematica. Purtroppo fà male dirlo ma, le colpe sono ... degli insegnanti che non sono preparati a comunicare la Matematica per quello che é.
Ho conosciuto anni fà un docente di Matematica che era laureato in Agraria.
Da quanto da me appurato non sapeva un bel niente di niente...con ovvie conseguenze sugli allievi che lo stavano ad ascoltare.



Galileo - Il Saggiatore

Posted by Claudio Citrini at 2010-11-17 14:11
Sig. Sarsi, infinita è la turba degli sciocchi, cioè di quelli che non sanno nulla; assai son quelli che sanno pochissimo di filosofia; pochi son quelli che sanno qualche piccola cosetta; pochissimi quelli che ne sanno qualche particella; un solo Dio è quello che la sa tutta. Sì che, per dir quello ch'io voglio inferire, trattando della scienza che per via di dimostrazione e di discorso umano si può dagli uomini conseguire, io tengo per fermo che quanto più essa parteciperà di perfezzione, tanto minor numero di conclusioni prometterà di insegnare, tanto minor numero ne dimostrerà, ed in conseguenza tanto meno alletterà, e tanto minore sarà il numero de' suoi seguaci: ma per l'opposito, la magnificenza de' titoli, la grandezza e numerosità delle promesse, attraendo la natural curiosità de gli uomini e tenendogli perpetuamente ravvolti in fallacie e chimere, senza mai far gustare l'acutezza d'una sola dimostrazione, onde il gusto risvegliato abbia a conoscer l'insipidezza dei suoi cibi consueti, ne terrà numero infinito occupato, ...

Perchè e come

Posted by Ulysse at 2011-10-27 14:26
E' un pregiudizio culturale insito nella nostra cultura umanistico/religiosa.Abbiamo avuto nella nostra storia fisici,matematici e scinziati illustri...ma erano solo punte eccezionali...il popolo colto (comunque quello che conta) ha senpre parteggiato per la letteratura e la filosofia...per l'idealismo e per il romanticismo ingenuo.
Ovviamente la nostra tradizione scolastica è stata ed è egualmnte orientata: hanno fortemente influito filosofi come Croce e Gentile. La scuola di Gentile si è protrata per quasi tutto il "900 con latino e greco. La scuola d'elite era il liceo classico che è stata la base della pletora di laureati in materie umanistiche che abbiamo sempre avuto.
Non che sia stato tutto un male, ma ha sotratto intelligenze alla scienza ed alla matematica in particolare diffondendo anche l'idea che oltre ad essere una "bestia nera", la matematica sarebbe stata meno formativa piu' orientata al pragmatico che allo spirito. In un tale contesto, per parte sua, il diffuso spirito religioso della nostra gente non poteva certo orientarsi in senso matematico.
Come sopperire? con una rvoluzione delle tipologie scolastiche e relativi programmi!
La cosa è anche già avvenuta in parte, ma essendo stata programmata e prevista da politici a cultura (o non cultura) ancora a prevalente indirizzo uamanistico e con prevalenti scopi economici di contenimento dei costi,non può portare a risultanze di un maggior orientamento dei giovani verso l'ambito scintifico/matematico ...sebbene sia più ricco di sbocchi lavorativi.
Anzi il risultato della introduzione di infinite riforme incompiute produce una sempre maggior depressione sia della formazione umanistica che di quella tecnico/matematica/scintifica.
In definitiva i sempre piu elevati livelli scolastici che in teoria raggiungono i nostri giovani restano, in realtà, vuoti di contenuti.
Un altro discorso potrebbe riguardare l'esigenza di attribuitre (in tutto l'ambito sociale) una maggior dignita sia agli studi,che alle istituzioni scolastiche ed alle persone (insegnanti) che vi si dedicano, ma in quest'epoca di precariato solo al vento ci si potrebbe rivolgere.

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