L'avventura della traduzione del «Théorème Vivant»

On February 22, 2013

"Un viaggio nel mondo dei ricercatori, nella loro vita intima, familiare e scientifica". Il matematico Paolo Bellingeri  ci racconta l'esperienza vissuta come traduttore in italiano di «Théorème Vivant» della Medaglia Fields 2010 Cédric Villani.

Poco prima di ottenere la medaglia Fields, Cédric Villani incontra il direttore generale della casa editrice francese Grasser che gli suggerisce di scrivere un libro sulla sua vita di ricercatore. Nasce così la prima idea di«Théorème Vivant», che, pubblicato l’anno scorso, ha già riscosso un grande successo in Francia. Ancora prima dell’uscita francese, vista la celebrità di Villani nel mondo matematico e non solo (si tenga conto che in Francia Villani è una vera star mediatica, con rubriche sui giornali, alla radio e interviste televisive) sono cominciate le traduzioni in varie lingue tra cui il tedesco, il giapponese... e l’italiano. Vista la particolarità del testo (è la prima volta che così tante formule matematiche appaiono in un libro per il grande pubblico) la Rizzoli ha cercato un traduttore che fosse, anzitutto, un matematico. Quando mi è stata proposta la traduzione ho accettato con piacere questa sfida, anche se, lo ammetto, all’inizio non mi ero accorto fino in fondo del lavoro che mi avrebbe richiesto! «Theoreme vivant» (o meglio «Il Teorema Vivente» visto che adesso è disponibile nelle librerie italiane... in italiano) è veramente un libro originale; non è  un testo di divulgazione matematica (non c’è quasi nessuna spiegazione) nè una autobiografia: è vero, il libro racconta i due anni che hanno preceduto la medaglia Fields ma la storia principale, la vera storia, è la nascita di un articolo (uno dei più importanti, citato fra l’altro nella motivazione della medaglia) dalla sua concezione alla sua pubblicazione su Acta Mathematica. Direi che è un viaggio nel mondo dei ricercatori; entriamo in effetti nella loro vita intima, familiare e scientifica. Spesso i capitoli si concludono con alcune mail tra Villani e il suo coautore, messaggi di posta elettronica che Villani lascia come testimonianze di balzi d’umore, di delusioni e di momenti di euforia.

Come le mails, le formule e alcuni dialoghi sono una serie di istantanee, che non sono lasciate nel testo per essere analizzate singolarmente ma per ricreare la scenografia della vita di un ricercatore. Per Villani le formule e le discussioni matematiche che presenta nel libro non sono e non devono essere essenziali, considerato che si concentra sulle situazioni e sugli incontri, ma per me come traduttore, sono state di gran lunga la parte più complicata del lavoro, visto che sono per loro natura e per volontà dell’autore, tecniche ed ellittiche. Per tradurle correttamente, visto oltretutto che, al contrario di quanto avviene per l’italiano,  in francese quasi tutti i termini matematici inglesi sono tradotti ho dovuto porre molta attenzione a questa parte del testo; per fortuna ho potuto giovarmi dell’aiuto di Luigi Ambrosio (ordinario alla Normale di Pisa) e di Lorenzo Brandolese (maître de conférences all’Università di Lione) per alcuni termini tecnici sulle equazioni alle derivate parziali e in trasporto ottimale. Spero che i lettori «più matematici» apprezzeranno questo lavoro di approfondimento, reso possibile dalla loro collaborazione !

Un aspetto curioso è stato rappresentato, senza dubbio, dalla traduzione di alcuni giochi di parole o citazioni: si parla in questo caso di canzoni, di poesie ma anche di manga, fumetti e cartoni animati giapponesi (per i più« esperti » in questo campo vale la pena anticipare che troveranno nel testo Atlas Ufo Robot e Lady Oscar). Villani è una personalità complessa con interessi tra i più disparati; musica, manga e cartoni animati giapponesi accompagnano i differenti momenti della sua vita e sono per lui, al tempo stesso, un rifugio, un’evasione e un aiuto per concentrarsi nel suo lavoro.

Sul piano personale confesso che mi sono divertito a tradurre il libro: è stata, pagina dopo pagina, una sorta di avventura sulle tracce del« teorema » e del suo scenario. Ho scoperto così alcuni retroscena curiosi sulla storia della medaglia Fields,ho potuto gettare uno sguardo su Princeton e sull’Institut Henri Poincaré, sono venuto a conoscenza di aspetti che ignoravo della vita di Landau, Poincaré... così come di matematici celebri e contemporanei che Villani incontra nel suo periplo tra Francia, Giappone, Stati Uniti e India. Sono gli incontri che segnano e indirizzano la sua ricerca: Villani, d’altra parte, considera il suo lavoro per l’appunto come il frutto delle discussioni che ha avuto ai quattro angoli del mondo (o meglio gli «otto angoli» come dice nel libro). E poi... ho scoperto il Gömböc, di cui non parlerò, ma che troverete nell’Epilogo del libro!

E se volete sapere qualcosa di più a proposito del testo e del suo autore e magari conoscere il punto di vista di Villani sulla matematica e sullo studio della matematica in Francia e in Italia (come i lettori di Maddmaths sanno, Villani parla l’ italiano e ha collaborato con vari matematici italiani) vi invito a leggere una sua intervista nel numero in uscita in questi giorni di XlaTangente.

 

 

 

Paolo Bellingeri è maître de conférences all'Université de Caen e direttore della rivista divulgativa XlaTangente. Si occupa di Geometria, con particolare riferimento alla Teoria dei nodi.

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