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È uscito da poco per Feltrinelli il nuovo libro di Anna Cerasoli “Buongiorno Matematica“. Ce ne parla Laura Branchetti.

Anna Cerasoli è stata insegnante di matematica di scuola secondaria, ma si è fatta conoscere negli ultimi anni da un grande pubblico variegato ed eterogeneo grazie alla sua passione per la divulgazione della matematica. Una divulgazione speciale e preziosa in quanto rivolta principalmente ai lettori più giovani e animata dal nobile scopo di mettersi nei loro panni, provare a pensare come loro, parlare un linguaggio che potessero capire e raccontare storie in cui si potessero riconoscere. Diversamente da altri libri a tema matematico rivolti agli studenti, i lavori di Anna Cerasoli si distinguono per l’attenzione agli studenti che non sono già appassionati di matematica, quelli che hanno magari un po’ paura di questa disciplina, ancora troppe volte temuta e considerata lontana dalla realtà e troppo difficile da capire.

Da studentessa di Matematica e appassionata di Didattica della matematica alle prime armi ho avuto modo di ascoltarla tante volte seduta nella folta platea della Sala Artemide a Castel San Pietro Terme in occasione del Convegno Nazionale “Incontri con la Matematica”, che quest’anno giunge alla 33esima edizione. Ho letto con piacere i suoi libri che, prima da insegnante di Matematica e poi da ricercatrice in Didattica della Matematica, sono stati per me in molte occasioni fonte di ispirazione. I libri di Anna Cerasoli, rivolti a un pubblico di non esperti, sono anche preziose risorse infatti per insegnanti e genitori, grazie ai tanti spunti che l’autrice fornisce e allo stile di scrittura snello, accattivante e adatto ad un vasto pubblico.

In Buongiorno Matematica l’autrice affronta col sorriso, ma con rigore, una sfida molto importante per gli insegnanti: rispondere alle bene nota domanda “A che cosa serve la matematica nella vita di tutti i giorni? Perché dobbiamo studiare matematica?”. Significativa è la dedica del libro… A chi si chiede il perché. I protagonisti del libro sono una insegnante, che narra in prima persona, e una classe normale, una classe (quasi) come tutte le altre, composta da studenti un po’ scettici ma curiosi, che manifestano le loro perplessità ma si lasciano anche coinvolgere da un’insegnante un po’ particolare che sa avvicinarsi a loro e si pone come obiettivo quello di far vedere loro la matematica nella vita di tutti i giorni.

La storia inizia in modo decisamente molto comune: “Scusi, prof, siamo sicuri che poi queste cose ci serviranno? Perché io non sento nessuno parlare di equazioni, di teoremi, di piano cartesiano… ”. Ma l’insegnante raccoglie la sfida. Tra una citazione in latino e una battuta, passando dai numeri sulla sveglia alla ricetta della sfogliatella napoletana, dal termometro di una fredda mattina sotto zero all’esplorazione del giardino della matematica, dal gioco d’azzardo alla storia del povero Ippaso di Metaponto, l’insegnante conduce sapientemente i suoi studenti in un percorso solo apparentemente casuale. In realtà l’autrice mostra tutta la sua esperienza e la sua conoscenza dei nodi fondamentali della disciplina in prospettiva didattica riuscendo a tenere insieme, in un sapiente intreccio, tutti i più importanti ambiti della matematica delle Indicazioni nazionali, tenendo insieme i grandi classici – i numeri naturali, interi, razionali e irrazionali, le operazioni e la giustificazione delle loro proprietà, i rapporti, le proporzioni, le misure, il calcolo letterale, le equazioni – con i temi più moderni che sono entrati a far parte in modo preponderante del mondo di oggi – la statistica, la probabilità, l’informatica – senza dimenticare le cosiddette forme tipiche del pensiero matematico – argomentazione, dimostrazione. Questa caratteristica lo rende un ottimo strumento per gli insegnanti, e anche un’occasione per imparare qualcosa di nuovo e riorganizzare la disciplina in prospettiva didattica uscendo dai soliti binari pur non allontanandosi dal curricolo e non venendo meno al compito – sempre più arduo – di garantire basi solide in matematica a studenti sempre meno abituati a concentrarsi e darsi tempo di imparare passo passo, fidandosi dei loro docenti. Ci sono infatti passaggi semplici e chiari in cui vengono affrontate le più note criticità nell’apprendimento della matematica facendo riferimento a casi in cui conoscere una proprietà permette di non incorrere in errori banali, di cui si mostrano anche i possibili effetti immediati; alcuni esempi sono lo zero, il calcolo delle percentuali, le proprietà della media. Non mancano però anche spunti relativi a temi che classicamente vengono affrontati in modo attento e sistematico solo a partire dalla scuola secondaria di secondo grado, come i concetti di funzione, variabile dipendente e indipendente, funzione inversa, con una interessante riflessione sull’idea, al tempo stesso semplice e geniale, di Cartesio, il famoso piano cartesiano, che ci permette di vedere le variazioni e capire al volo cosa sta succedendo. Altri spunti interessanti riguardano i numeri molto grandi, in particolare i numeri che si ottengono ragionando sul calcolo combinatorio o piegando la carta tante volte; l’autrice fornisce esempi che possono servire per far intuire e sperimentare l’enorme differenza che si ha tra un andamento lineare e un andamento esponenziale.

Si trovano perciò in questo libro, tutto sommato breve e decisamente piacevole da sfogliare grazie alle coloratissime illustrazioni di Alessandro Baronciani, esempi utilissimi per rispondere ad alcune richieste delle Indicazioni nazionali in termini di obiettivi e traguardi che non è immediato tradurre in proposte operative; ad esempio il libro contribuisce ad ampliare l’immaginario dei docenti su attività concrete che consentano di perseguire traguardi disciplinari chiave per i loro studenti come:

1- Utilizzare e interpretare il linguaggio matematico (piano cartesiano, formule, equazioni, …) e coglierne il rapporto col linguaggio naturale.

2- Nelle situazioni di incertezza (vita quotidiana, giochi, …) orientarsi con valutazioni di probabilità.

3- rafforzare un atteggiamento positivo rispetto alla matematica attraverso esperienze significative e far comprendere come gli strumenti matematici appresi siano utili in molte situazioni per operare nella realtà.

In generale Buongiorno Matematica risponde alla ambiziosa richiesta che fa da incipit alla sezione Matematica delle Indicazioni per il primo ciclo: “le conoscenze matematiche contribuiscono alla formazione culturale delle persone e delle comunità, sviluppando le capacità di mettere in stretto rapporto il “pensare” e il “fare” e offrendo strumenti adatti a percepire, interpretare e collegare tra loro fenomeni naturali, concetti e artefatti costruiti dall’uomo, eventi quotidiani. In particolare, la matematica dà strumenti per la descrizione scientifica del mondo e per affrontare problemi utili nella vita quotidiana”.

Comunicare la matematica in modo semplice, accattivante e puntuale non è però l’unica intenzione dell’autrice, che non perde nemmeno in questo caso l’occasione di trasmettere un meta-messaggio di carattere educativo. L’insegnante protagonista della storia ha sempre in mente i suoi studenti e pensa a loro anche fuori da scuola, non perdendo mai l’occasione, quando le si presenta per fare un esempio significativo e convincerli dell’importanza della matematica. Ma non è tutto. L’insegnante ascolta i suoi studenti, crede in loro, li incoraggia a parlare e intervenire, riparte sempre dai loro spunti e lascia spazio alle esperienze che loro riportano, anche quando la proposta degli studenti non è corretta; in questi casi argomenta con pazienza fino a convincerli, spiegando il perché. Inoltre intervengono con la stessa frequenza, lo stesso interesse e spunti ugualmente brillanti maschi e femmine. L’immagine che ne esce è quella di un contesto classe ricco, piacevole, stimolante, rispettoso e accogliente nell’ora di matematica. Un’utopia? Forse, ma, come ci ricorda un suggestivo pensiero dello scrittore uruguayano Eduardo Galeano, “l’utopia è come l’orizzonte: cammino due passi, e si allontana di due passi. Cammino dieci passi, e si allontana di dieci passi. L’orizzonte è irraggiungibile. E allora, a cosa serve l’utopia? A questo: serve per continuare a camminare”.

Laura Branchetti

Laura Branchetti, laureata in Matematica e Ph.D. in Didattica della Matematica, è docente di ruolo di Matematica e Fisica nella scuola secondaria di secondo grado e tiene corsi per docenti in formazione e in servizio.

Buongiorno, matematica

Anna Cerasoli
Illustratore: A. Baronciani
Editore: Feltrinelli
Collana: Feltrinelli Kids. Saggistica narrata
Anno edizione: 2018
Pagine: 141 p., ill. , Brossura
EAN: 9788807922985
Età di lettura: Da 8 anni

 

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