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Abbiamo annunciato qualche tempo fa la nascita della “Nuova Lettera Matematica” edita dalla Palermo University Press. Ora esce il secondo numero. Il pdf è sempre scaricabile gratuitamente dal sito della rivista, mentre il numero cartaceo costa 20€ e si acquista dallo stesso sito.

Vai al sito e scarica il pdf gratuitamente o acquista la copia cartacea

Di seguito trovate l’editoriale e una copia pdf del numero. Ricordiamo che la rivista riprende e declina in modo rinnovato le idee e gli scopi della vecchia “Lettera Matematica Pristem” di cui abbiamo spesso parlato in passato su questo sito.  Dal prossimo numero anche i pdf saranno a pagamento. Un grande in bocca al lupo alla Lettera dalla redazione di MaddMaths!.

EDITORIALE del n. 2

Siamo di nuovo qui. Stiamo usando quasi le stesse parole dell’editoriale del numero scorso, il primo. Ma la situazione è diversa. Più delicata. Se il numeo 1 ha costituito il (ri)lancio della (nuova) Lettera, un gioco difficile, una sfida importante, ma pur sempre un divertissement (sia pur serissimo), dal momento che impegnava solo quel gruppetto di persone che ci aveva creduto, questo invece, è il primo numero regolare. Come abbiamo scritto a giugno, quello di allora avrebbe dovuto essere il numero 0, solo un atto di presenza (un’esca per il vecchio lettore che si sperava diventasse anche nuovo) nel quale si delineava la struttura regolare della rivista (ma poi non la si rispettava). Si dettavano le regole con l’intesa implicita che non ci riguardassero. Parlando di regole, potremmo prenderci in giro da soli scrivendo che c’era proprio bisogno di darsi una regolata (e siamo contenti di esserci subito riusciti). Questo numero rispetta le regole. Come stabilito, abbiamo sottoposto alle normali procedure di revisione gli articoli. Presentiamo un vero dossier, e abbiamo una rubrica fissa. C’è una redazione, ricca di nuove presenze, e siamo contenti che quasi tutti i redattori uscenti abbiano voluto continuare ad essere presenti. E quei pochi che mancano ci hanno tutti incoraggiati ad andare avanti, sottolineando che i rinnovamenti sono salutari. Ci avrebbero seguito, comunque, e dato una mano se ce ne fosse stato bisogno. Del primo numero desideriamo, però, mantenere due caratteristiche. La prima è la presenza di qualche illustrazione grafica originale, possibilmente di artisti giovani. La seconda di ibridare la natura di rivista scientifica con una veste accattivante e qualche ornamento insolito.

Delle cose discusse nelle riunioni di redazione (a distanza, ovviamente) molte sono state realizzate, un paio no. Ne vogliamo accennare. La prima. Avere in ogni numero qualche articolo di contenuto matematico esplicito. Non solo che parli della matematica, come – in modi diversi – fanno tutti i nostri articoli. Nello scorso numero c’era la godibilissima scorribanda su “Calendari cicli e congruenze”: Questa volta, per motivi vari, un articolo di questo tipo non c’è. Cercheremo di organizzarci meglio in futuro. La seconda riguarda la versione “internazionale” della rivista. Vorremmo averla. Tutto è pronto e predisposto. Siamo già d’accordo con la casa editrice sulle modalità di pubblicazione. Il motivo è molto semplice. Non essendo in grado, economicamente, di pagare la traduzione, dovremmo chiedere agli autori di sobbarcarsi alla fatica di fornirci anche la versione inglese del loro testo. Non ce la siamo sentita finora – nella fase difficile che rappresenta ogni (ri)partenza – di chiedere questo sforzo. Ma non disperiamo, prima o poi, di riuscirci. Dovremmo parlare adesso del contenuto di questo numero. Ma vogliamo continuare con quello che avevamo chiamato “editoriale diffuso”: invece di concentrare la presentazione di ogni fascicolo nelle pagine iniziali della rivista, raggruppare gli articoli e dare qualche indicazione prima di ogni gruppo.

Un’ultima cosa. Questa volta il lettore non troverà nomi alla fine di questo editoriale. Sappiamo – dai giornali importanti – che, non firmato, è più autorevole. Coinvolge, impegna – del giornale o della rivista – la sua linea, la linea editoriale, appunto. Anche se noi non abbiamo una linea incisa nella roccia, anzi, confessiamo di non averla proprio perché cerchiamo di definirla e costruirla giorno per giorno, assieme alla redazione e ai lettori (nel rispetto, però, di alcuni principi e idee guida a cui teniamo molto e dai quali non siamo disposti a derogare), desideriamo fare così anche noi. Niente firme.

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