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Il 26 marzo sono 10 anni dalla prima volta che MaddMaths! è stato messo online. I collaboratori e i lettori del sito ci propongono i loro ricordi. È la volta di Luigi Amedeo Bianchi

Dieci anni. Solitamente la mia reazione all’avvicinarsi dei compleanni è di panico. Per le persone vorrei trovare un regalo adatto, per MaddMaths! vorrei avere una buona idea per un articolo. Ma, forse complice la pressione dei secondi che ticchettano via, sento l’ansia che sale: qualche idea la ho, ma sarà abbastanza buona? Interesserà a qualcuno?

In effetti è proprio questo il tema che voglio toccare in questo articolo di festeggiamento: cosa significa per me fare divulgazione e, in particolare, scrivere per MaddMaths!.

Facciamo un passo —un salto— indietro. Dieci anni fa non ero ancora laureato in matematica. Erano gli ultimi mesi della mia laurea specialistica a Pisa ed ero alle prese con gli ultimi esami, le acrobazie burocratiche che spesso accompagnano la consegna di una tesi, le domande per il dottorato. Il corso di laurea specialistica mi aveva mostrato che sono parecchi gli argomenti in matematica (ma non solo) che mi interessano, ma non tutti allo stesso modo e, in particolare, non tutti a livello tale da dedicarci l’impegno di un corso semestrale o di un seminario di lettura.

È bello poter leggere presentazioni divulgative di buon livello. Sono molto grato e riconoscente a chi le scrive. Chissà chi sono queste persone che lo fanno. Io? Io non potrei mai scriverle.  Eppure…

Raccontare storie, aneddoti, curiosità, fatti interessanti, problemi e idee a voce, a un paio di persone o a una classe ha per me il grande vantaggio che la risposta di chi ascolta è immediata: posso leggere immediatamente dalla sua faccia se il racconto è buono o meno, se è interessante o no, e così via. Questo è rassicurante: se interessa posso aggiungere dettagli, se non appassiona posso accelerare e sorvolare dettagli secondari. Passare alla scrittura è tutta un’altra storia.

Innanzitutto c’è il blocco della pagina bianca, noto a molti tra coloro che per mestiere o passione scrivono. Ma non è solo quello. Prima di riuscire a premere il tasto “Pubblica” devo convincermi che quanto ho scritto possa interessare qualcuno, che non sia troppo noioso, non troppo superficiale. Non voglio che rubi tempo prezioso a chi legge, ma che offra qualcosa in cambio del tempo dedicato. Scrivere è una responsabilità, non voglio tradire la fiducia di chi ha scommesso sul mio articolo e ha iniziato a leggere. Questa autocensura è sia sulla forma (troppo lungo? troppo corto? abbastanza chiaro?) sia sui temi (sono interessanti? stimolanti?).

Però ora scrivo, ogni tanto, quindi una risposta me la sono data. Rispondere al primo punto è facile: lo prendo come un esperimento. Scrivo qualcosa e vedo se piace, invece di adattare lo stesso brano, aggiusterò il tiro sul prossimo.

Rispondere al secondo, invece, non è stato per me così immediato, anche se a posteriori pare ovvio. Lo posso riassumere come “rompere la filter bubble”. Qualche dettaglio in più?

Da una decina di anni collaboro all’organizzazione delle Olimpiadi di Matematica. Sono particolarmente affascinato dalla Gara a Squadre, di come la matematica possa diventare gioco e sport di squadra. Vivendo a Pisa e studiando matematica, quasi tutte le persone con cui mi capitava di parlare conoscevano la Gara a Squadre. Poco alla volta, però, mi sono accorto che non tutti sapevano di che si trattasse. Mi sono messo nei loro panni: se non le conoscessi vorrei che qualcuno me ne parlasse. Ecco allora la spinta a scrivere, far conoscere alcune delle cose che mi piacciono e mi appassionano ad altre persone, che magari non hanno finora avuto modo di entrarci in contatto.

Questo non vuol dire che scrivere sia diventato molto più facile. Mi rimane sempre il dubbio di ripetermi, di annoiare. Poi ci sono altri impegni che sembrano più importanti e si sa, gli articoli su MaddMaths! non “fanno Scopus”. Poi ogni tanto leggo un bell’articolo e sono grato a chi lo ha scritto per avermi fatto scoprire qualcosa di nuovo. Questo mi spinge a dare il mio contributo, a scrivere a mia volta qualcosa. E poi, naturalmente, anche a me piace quando qualcuno, avendo letto qualcosa scritto da me, mi fa sapere che gli è piaciuto.

Buon compleanno MaddMaths! Grazie a Roberto, per avermi coinvolto (e spronato più e più volte), a Stefano, per i preziosi consigli e a tutti coloro che collaborano con MaddMaths! e che lo leggono.

Luigi Amedeo Bianchi

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