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Brevi consigli per letture matematiche da fare durante l’estate (e non solo!). Apologia di un matematico di Godfrey H. Hardy, consigliato da Alice Raffaele. Su questa pagina puoi trovare tutte le letture consigliate finora.

In questo breve saggio ricco di ironia e schiettezza, il matematico Godfrey H. Hardy si interroga sulla bellezza della matematica. Paragonando un matematico a un pittore o a un poeta, afferma che le strutture che produce riguardano idee, che devono combinarsi in maniera armoniosa. Come individuare le idee meritevoli? Per rispondere, Hardy fa un confronto tra i problemi della matematica cosiddetti “seri” e quelli invece “banali”, come, per esempio, quelli degli scacchi. I primi guadagno il loro aggettivo perché possiedono alcune determinate caratteristiche: generalità e astrazione, profondità e difficoltà, imprevedibilità ed economia, e utilità. Ma quando la matematica può definirsi “utile”? Ed è “più utile” la matematica pura o la matematica applicata?

Il concetto di utilità è soggettivo: la risposta dipenderà dalla persona, in base ai suoi scopi e al suo contesto. Se si intende qualcosa che può contribuire al benessere materiale del genere umano, allora Hardy afferma che buona parte della matematica elementare (che include “una discreta conoscenza pratica del calcolo differenziale e integrale”) abbia un’utilità pratica considerevole. La matematica che lui etichetta come “vera”, quella di Fermat, Eulero, Gauss, Abel e Riemann, è invece quasi completamente “inutile”. Ma come, un matematico che dichiara qualcosa del genere? Il fatto è che alcuni risultati saranno inutili per la maggior parte delle persone, o forse saranno inutili adesso, in questo momento, però “nessuno aveva previsto le applicazioni delle matrici, dei gruppi e di altre teorie puramente matematiche alla fisica moderna, e può darsi che qualcosa della matematica applicata più ‘intellettuale’ diventi ‘utile’ in modo altrettanto inaspettato”.

Hardy parla di matematica in termini di creatività, di “lavoro originale”, di aggiunta alla conoscenza: “ho aiutato altri ad aggiungere qualcos’altro ancora; e questi contributi hanno un valore diverso solo per grado, non per genere, da quello delle creazioni dei grandi matematici, o degli altri artisti, grandi o piccoli, che hanno lasciato un segno dietro di sé”. Come limitarsi a parlare di utilità, davanti a un tale onesto elogio della disciplina?

Alice Raffaele

Apologia di un matematico
Godfrey H. Hardy
Traduttore: Luisa Saraval
Editore: Garzanti
Collana: Gli elefanti. Saggi
Anno edizione: 2002
Formato: Tascabile
In commercio dal: 25 gennaio 2002
Pagine: 108 p.

 

 

Alice Raffaele

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