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In questi ultimi mesi abbiamo avuto la possibilità, purtroppo solo virtuale, di visite guidate o passeggiate via video per musei e mostre: comodamente seduti in poltrona si può passare dalla Cappella Sistina ad un Polittico del Mantegna presso la Pinacoteca di Brera, fare due passi nelle sale degli Uffizi e finire nel canale YouTube del Museo Egizio. Allo stesso modo il sito https://www.i-am.ai/ nasce come trampolino di lancio digitale della mostra interattiva “I AM A. I.” sull’intelligenza artificiale (IA) sviluppato da Imaginary.org con il sostegno della Fondazione Zeiss. Tale mostra inizierà fisicamente a viaggiare il prossimo anno ma qui si offre un aperitivo rispetto al lauto pasto rappresentato dalla mostra al completo.

Fai un giro sul sito

Le domande principali che gli ideatori si sono posti, e pongono, le ritroviamo nella pagina principale del sito:

L’intelligenza artificiale è la tecnologia più eccitante del nostro tempo. Ma come funziona davvero? In quali settori viene utilizzato? E quali sono i suoi limiti?

Tre testimoni d’eccezione riprendono queste domande in brevi video, Theresia Bauer (presidente della Fondazione Carl Zeiss), Andreas Matt (direttore di Imaginary.org) ed il matematico francese Cedric Villani.

Un fumetto realizzato da Julia Schneider e l’artista Lena Ziyal fornisce la guida alla mostra con una panoramica dello stato attuale dell’IA: dalle promettenti e molteplici applicazioni alla riflessione critica e aperta sui pericoli reali e sui veri dilemmi morali (tranquilli non ci sono robot malvagi che vogliono conquistare il mondo). Non sono richieste conoscenze particolari ma solo una certa curiosità.

Allo stato attuale è disponibile una visita guidata virtuale ma solo a pochi elementi della mostra: suonare il piano assistiti dall’IA, il classico riconoscimento di cifre numeriche (veramente ben fatta l’applicazione: ci si può divertire a scrivere cifre anche cercando di capire i limiti del riconoscimento), una spiegazione senza formule del metodo del gradiente (onnipresente in varie applicazioni). A questi va aggiunta una bella sezione in cui non si utilizza un computer ma alcune tazze, matite e biglietti da addestrare per giocare a NIM. Questo tipo di costruzioni analogiche mi pare siano molto istruttive (oltre che facili da riprodurre) per entrare negli algoritmi di apprendimento. In questo caso le prime mosse casuali vengono raffinate fino a portare “le tazze” ad un buon livello di gioco,

Questo approccio è stato già utilizzato, per esempio ho un buon ricordo di ore passate a costruire scatole di fiammiferi che imparano a giocare (per esempio ad una mini-dama) così come descritto in un articolo da Martin Gardner (M. Gardner, Enigmi e Giochi matematici 4, 1975, Sansoni, Firenze). Una citazione sarebbe stata opportuna nel sito.

Gli ideatori del sito promettono che Tour virtuali per le scuole saranno inoltre disponibili gratuitamente, speriamo bene. Allo stato attuale, pur avendo del materiale interessante risulta ancora poco organico. Per esempio la sezione sul metodo di discesa rimane un po’ a se, così come il cenno alle reti neurali. Anche gli aspetti più matematici, per ora, restano un po’ in disparte. Certamente un docente attento, potrebbe trarre spunti da approfondire partendo dalla sorpresa portata da alcune applicazioni ma … aspettiamo la mostra digitale completa.

Giovanni Naldi

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