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Si è aperta a Roma il 12 ottobre scorso presso il Palazzo delle Esposizioni la rassegna “Tre stazioni per Arte-Scienza”, un ampio progetto declinato attraverso tre mostre: La scienza di Roma. Passato, presente e futuro di una città, Ti con zero, e Incertezza. Interpretare il presente, prevedere il futuro. A queste mostre si affiancheranno alcuni eventi animati da alcune interessanti personalità della scienza e della cultura, con un focus particolare sulla matematica. Ce ne parla Roberto Natalini. 

Quali sono i rapporti tra arte e scienza? Come si sono evoluti e hanno interagito i linguaggi artistici e scientifici negli ultimi anni? Intorno a queste e altre domande è nata Ti con zero, una delle tre mostre che sono state inaugurate a Roma il 12 ottobre scorso. Avendo lavorato come consulente per alcuni incontri matematici nella sezione Eventi (ne parliamo fra un attimo, non abbiate fretta) sono subito corso a dare una prima veloce occhiata all’allestimento, curato con grande competenza da Paola Bonani, Francesca Rachele Oppedisano e Laura Perrone, che avevo fino a quel momento visto solo come progetto in alcune foto in bianco e nero. Qui le prime impressioni di una visita che è durata un’oretta e che sicuramente avrebbe meritato molto di più (ma ci ritornerò presto!). Ovviamente il titolo della mostra è dedicato alla raccolta di racconti di Italo Calvino dallo stesso nome (che per me, nella mia superficialità, è sempre stato il secondo volume delle Cosmicomiche) e allude a quel tempo iniziale di un qualsiasi esperimento scientifico, da cui si potrà seguire l’evolversi di un certo fenomeno.

La prima cosa (il mio ti con zero, quindi) che ho visto entrando nella prima sala, dal titolo Sistemi di segni, è questa opera di Roman Opelka Opalka Opałka

Roman Opałka, OPALKA, 1965 / 1-∞ Détail 2094930 – 2115706, pittura acrilica su tela| acrylic on canvas, cm 196×135. Successione | Succession Roman Opałka. Photo credit Patrick Goetelen (particolare | detail) © ARS/SIAE

Tra l’altro questo autore è l’unico che conoscevo almeno di nome. Una persona che in un giorno \(t_0\) del 1965 decise di dipingere tutti i numeri da 1 a \(\infty\) su tante tele tutte uguali. Per questo usava un pennello a punta fina intinto nella vernice bianca e la serie, intitolata Détail, si interromperà solo con la sua morte, avvenuta nel 2011 a Chieti, essendo arrivato al numero 5607249. Da un certo punto in poi Opałka iniziò ad aggiungere gradualmente l’1% di bianco in più rispetto alla tela precedente, cercando in qualche modo il dissolvimento finale della sua opera, che però non raggiungerà mai. Secondo i suoi calcoli questo sarebbe dovuto succedere con il numero 7777777. Nella mostra si trovano solo sei tele di questa serie, che sono comunque sufficienti a dare un’idea della vastità dell’opera (lo dico senza ironia). Per i più esigenti: provate a controllare che i numeri ci siano tutti…

Va bene, avrei voluto raccontarvi tutto quello che ho visto, ma non voglio anticipare troppo. Sono rimasto tra l’altro per parecchio tempo a guardare il physarum polycephalum di Jenna Sutela

Jenna Sutela, From Hierarchy to Holarchy, 2017, physarum polycephalum, agar e avena, incisione CNC su plexiglas, cm 40x40x1,5 Courtesy Kraupa – Tuskany Zeidler, Berlino

Questo perché era la prima volta che lo vedevo dal vivo! Mi spiego, qualche anno fa, con la collega Gabriella Bretti, abbiamo scritto addirittura un articolo di matematica su questa simpatica bestiola (non sono sicuro che così si possa definire), che in presenza di sostanze nutritive (fiocchi di avena) alle estremità di un labirinto, riesce a riorganizzarsi in percorsi di lunghezza minima (a questo proposito potete guardare questo famoso video, ma poi tornate qui!). Noi avevamo elaborato un modello differenziale che riproduceva questo comportamento e ottenevamo delle cose così:

The distribution of the density \(u_i(x, t)\) on each arc of the network at time t = 60. Gabriella Bretti, Roberto Natalini, On modeling Maze solving ability of slime mold via a hyperbolic model of chemotaxis, J. Comput. Methods Sci. Eng. 18, no. 1, (2018), 85-115, 2018, DOI:10.3233/JCM-170773

Certo, prima potevo pensare di essere un esperto assoluto di physarum, ma trovarmelo all’improvviso davanti è stata tutta un’altra cosa e ora ne parlerò con maggior rispetto e deferenza. E trovo quest’opera magnifica nella sua realizzazione.

Prima di passare agli eventi matematici, ancora qualcosa sulla sala 4, Caosmosi. Si trova a metà del percorso, subito dietro la grande rotonda centrale e al centro della sala campeggia, misterioso, un enorme poliedro dalle forme sfuggenti, regolari ma non troppo.

Carsten Nicolai. Anti, 2004, struttura in polipropilene, modulo sonoro, modulo theremin, trasduttore, amplificatore, vernice nera luce-assorbente, cm 300x255x255, Courtesy Galerie EIGEN + ART Lipsia/Berlino e Pace Gallery

Siamo dalle parti del monolite di Kubrick in 2001 Odissea nello spazio, ma il richiamo principale è invece più antico e infatti a pochi passi è esposta, unica opera non moderna per età anagrafica, ma sempre moderna nel contenuto, la Melencolia I di Albrecht Dürer (1514), che contiene questa e altre simbologie matematiche.

Albrecht Dürer, Melencolia I, Minneapolis Institute of Arts, Public domain, via Wikimedia Commons

Ma insomma, questa mostra va visitata, e ce ne sono altre due che la accompagnano. Una specie di “prequel” di un museo della scienza romano, dedicato all’incertezza e curato da l’INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Vincenzo Barone, Fernando Ferroni, Vincenzo Napolano, Antonella Varaschin, e un altro assaggio di quello che potrebbe essere un museo di storia della scienza, La scienza di Roma, a cura di Fabrizio Rufo e Stefano Papi.

Tutto questo sarà accompagnato da una serie di incontri che si svolgeranno in presenza e che permetteranno di approfondire alcuni aspetti della rassegna. La lista completa degli eventi la trovate qui, ma noi vogliamo selezionarne alcuni che crediamo possano maggiormente attirare il pubblico del nostro sito.

Vi lascio con una breve brochure in pdf dell’intera rassegna, che vi fornirà tutte le informazioni pratiche. Io torno a studiare le opere.

 

Roberto Natalini [coordinatore del sito], è dirigente di ricerca del CNR, e lavora a Roma presso l’Istituto per le Applicazioni del Calcolo “Mauro Picone”. I suoi principali interessi scientifici riguardano lo studio analitico e numerico delle equazioni alle derivate parziali (in particolare quelle iperboliche e paraboliche) e le loro applicazioni che comprendono, tra le altre, la biologia, la conservazione dei monumenti, il traffico e la gasdinamica.

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