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di Davide Bilancetti

Entrando in un negozio di fumetti a chi non è mai capitato di vedere una copertina o un titolo che vi abbia fatto pensare: “Questo deve essere di fantascienza”, oppure, “Ah, questo è uno di quelli con i super poteri, il solito scienziato che dopo un esperimento si ritrova a essere un super eroe”.

Bisogna ammettere che se non fosse per la scienza (diventata poi sempre più fantascienza) i fumetti non avrebbero ottenuto lo stesso successo che invece hanno avuto negli ultimi 60 anni (e più). Pensate a Superman, emblema del fumetto mondiale con i suoi 76 anni di onorato servizio, un extraterrestre esteticamente simile a noi, eppure dotato di poteri incredibili che lo rendono un uomo d’acciaio. Poteri che Jerry Siegel e Joe Shuster (creatori del personaggio) hanno cercato di giustificare utilizzando concetti scientifici. Superman però non è l’unico caso, l’intero pantheon fumettistico straripa di personaggi e storie che strizzano l’occhio alla scienza. La stessa scienza che nel tempo si è dovuta piegare alla necessità di far cassa, diventando uno strumento in grado di integrare la sceneggiatura, trasformandosi così in quella che tutti conosciamo con il nome di Fantascienza. Quest’ultima, una sorta di Scienza 2.0, rivisitata e “writer friendly” (lo scrittore non ha più bisogno di conoscere concetti scientifici) ha aperto un nuovo mondo agli autori, permettendo la nascita a pioggia di personaggi con super poteri, ognuno dei quali diverso dall’altro in base alla fantasia dello scrittore.

Ciononostascience comics numero 1nte chi crede che nei fumetti si possa parlare di scienza, quella vera, non si è arreso continuando a remare controcorrente fino alla nascita di un genere che molti chiamano “fumetto scientifico” (Science Comics). Un fumetto in cui i concetti scientifici non si piegano alla sceneggiatura, ma la accompagnano. Questo ha dato origine a fumetti come Logicomix (in cui si raccontano le avventure della vita del logico matematico e filosofo Bertrand Russell), Enigma – La strana vita di Alan Turing (in cui Tuono Pettinato e Francesca Riccioni raccontano come fosse una lunga fiaba la storia del padre dell’intelligenza artificiale), Ultima lezione a Gottinga (di Davide Osenda), Feynman (di Jim Ottaviani) e molti altri.

Io non sono un fumettista, né tanto meno uno scienziato (nonostante la laurea scientifica). Ho scelto di diffondere la scienza invece di viverla in prima persona. Questa scelta, unita alla mia passione per il mondo del fumetto, mi ha spinto a realizzare una tesi di master in giornalismo scientifico che parli di come sia possibile comunicare la scienza attraverso i fumetti.

Per realizzarla ho chiesto aiuto a chi di fumetti e scienza ne sapeva più di me, mi sono rivolto infatti a Roberto Natalini e Andrea Plazzi (la lista in realtà è più lunga, ma non voglio abusare di questo spazio), che con Comics&Science mi hanno fornito l’ispirazione per questo lavoro, e a Silvia Bencivelli che mi ha seguito nel lavoro per il Master “La Scienza nella Pratica Giornalistica” della Sapienza di Roma. Tuttavia, a volte, per avere un quadro chiaro serve sapere cosa ne pensa chi i fumetti li legge, quindi vi chiedo un piccolo aiuto, 5 minuti del vostro tempo (anche di meno) per rispondere al questionario qui sotto che diventerà parte del mio lavoro di tesi.

 

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