Archimedia 3/2016: LA STRANA AVVENTURA DI BANACH E TARSKI, ARCHIVISTI

On October 9, 2016

A cominciare dalla sua prima uscita del 2016, Archimede ospita Archimedia, una rubrica di fumetti e altri media curata da Andrea Plazzi. Nel n. 3 del 2016, questa rubrica ha presentato "LA STRANA AVVENTURA DI BANACH E TARSKI, ARCHIVISTI", un breve fumetto di Davide Osenda su uno strano progetto di riordino di una biblioteca. Poiché Osenda è un appassionato dell'infinito, non si poteva non parlare di Borges, che infatti si prende anche il ritratto all'acquarello di copertina. Qui sul sito presentiamo come al solito la prefazione di Andrea Plazzi, ma voi, non perdetevi il fumetto all'interno di Archimede 3/2016.

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Non c’è Regno del Paradosso vasto e variegato quanto “il Paradiso che Cantor ha creato per noi”: l’Infinito Matematico. Le parole con cui David Hilbert celebrava la Teoria dei Transfiniti di Georg Cantor trasmettono bene l’entusiasmo per una delle conquiste intellettuali più sorprendenti della matematica moderna, che ha permesso la comprensione di fatti estranei al senso comune che per secoli avevano sconcertato i più grandi intelletti. Come il tratto dell’Infinito più in netto contrasto con la nostra intuizione, modellata su cose e insiemi finiti e ispirazione del quinto assioma di Euclide (“Il tutto è maggiore della parte”): una parte può essere equivalente al tutto. È questo un fatto talmente caratteristico che il moderno approccio assiomatico l’assume come definizione: un insieme è non finito se può essere messo in corrispondenza biunivoca con un suo sottoinsieme proprio.
È davvero qualcosa di suggestivo e straniante, che ha sempre colpito indistintamente matematici e non matematici, ed è anche alla base dell’ispirazione del fumetto di Davide Osenda.
osenda2Insieme al bel ritratto in copertina, è naturalmente un omaggio al celeberrimo racconto “La Biblioteca di Babele” di Jorge Luis Borges, una delle più lucide e affascinanti meditazioni letterarie sulla finitezza dell’uomo e sulla sua inadeguatezza a concepire anche solo l’enormemente grande, che alla nostra mente dell’Infinito è l’eco. La Biblioteca di Osenda è più sfumata e ambigua di quella così precisamente definita da Borges (“Ciascuno scaffale contiene trentadue libri di formato uniforme; ciascun libro è di quattrocendtodieci pagine; ciascuna pagina, di quaranta righe; ciascuna riga, di quaranta lettere di colore nero”), per lo sbigottimento dei suoi bibliotecari e archivisti egregi, che – con una sorta di enjambement citazionista – immaginiamo reduci dalle fatiche della dimostrazione del Teorema di Banach-Tarski sullaosenda3 “duplicazione della sfera”... un altro clamoroso paradosso che ha evidenziato quanto siano diverse tra loro le nozioni di cardinalità e misura, e quanto l’Assioma di Scelta applicato a insiemi infiniti non sia affatto un’innocua estensione di una possibilità che nel finito è garantita.

Andrea Plazzi

Davide Osenda (Cuneo, 1972) è informatico. Per 001 Edizioni ha pubblicato i volumi a fumetti Ultima lezione a Gottinga (2009), incentrato sull’Infinito di Cantor e sull’Ipotesi del Continuo, e il seguito ideale Rebecca (sei tu) (2013), sul mondo dei sogni e la psicanalisi junghiana.

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