Alberi sacri, capitelli e oratori: la calcolatrice degli agrimensori romani

On March 18, 2018

Nelle prime puntate della rubrica "Esperienze transdisciplinari di Matematica" Gianluigi Boccalon ci ha raccontato alcuni incontri tra la Matematica e la Grammatica, la Musica e le Lingue straniere. In questo nuovo contributo, insieme a Cinzia Sforza, ci presenta un percorso storico che, attraverso il racconto degli strumenti geometrici e topografici adottati fin dall'epoca romana, accompagna gli studenti alla scoperta del proprio territorio.

di Gianluigi Boccalon e Cinzia Sforza

Questo lavoro nasce da una proposta fattami dalla Pro Loco di Paese relativamente ad una sorta di percorso scolastico che portasse ad una conoscenza più dettagliata del territorio comunale. Ho accettato molto volentieri in quanto tale proposta si integrava perfettamente con quanto avevo già messo in atto e pubblicato con i miei alunni della Scuola Media di Postioma.

Mi ero già addentrato nello studio del rischio sismico ed idrogeologico nel Veneto e in modo particolare, nella Provincia di Treviso. Il materiale prodotto dai miei alunni era stato validato dall'Ordine dei Geologi del Veneto, dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco (con cui era nata una stretta collaborazione), e dalla Protezione Civile della Regione. Nell'affrontare il percorso iniziale di raccolta della documentazione mi sono accorto di quanto questo si sposasse con la programmazione di Matematica che stavo svolgendo. La proposta dalla Pro Loco di Paese è stata per me un'opportunità e la logica evoluzione del lavoro che avevo già iniziato.

I due volontari che in quel periodo svolgevano il Servizio Civile Nazionale presso l'Ente, Susanna Francescutti e Daniele Gallinaro, sono stati il vero motore della ricerca attraverso una grande attività di documentazione presso biblioteche e fondazioni. Un valido contributo è stato inoltre fornito dalla Pro Loco di Postioma che ha messo a disposizione materiale di consultazione e supporto tecnico in collaborazione con la Polisportiva Olimpia Postioma. Quest'ultima ha abbracciato e sostenuto il progetto di costruire dei percorsi locali da fare a piedi per favorire la conoscenza del territorio. Le pubblicazioni fatte da entrambi gli Enti Pro Loco sono state il fulcro del percorso didattico che ha portato alla realizzazione di questo piccolo lavoro.

Al valore ed alla riuscita di questo progetto hanno altresì contribuito gli studenti delle classi prime (sezioni H ed I) della scuola secondaria di primo grado (plesso di Postioma) dell'I.C. di Paese nell'anno scolastico 2012-13. Insieme a loro, sempre pronti a e disponibili ad accogliere novità e proposte di lavoro si sono analizzati discussi e sviluppati i contenuti dei film “Home” (sugli effetti globali del consumo di suolo e di risorse) e “Planet Ocean” (sugli effetti del riscaldamento globale e dello sfruttamento esasperato della risorsa Oceano).

ll Prof. Franco Bianchi del C.N.R. ISMAR di Venezia (biologo marino,oceanografo con esperienza di missioni di ricerca in Antartide), intervenuto in una di queste occasioni e sposando totalmente l'iniziativa didattica, ha fornito conoscenze ed esperienze sulle ricadute in ambito territoriale e locale dei danni prodotti dall'uomo su scala mondiale.

Nel loro concepire un rapporto con l'ambiente, i nostri avi hanno mostrato nei secoli una più grande attenzione all'aspetto della prevenzione. Gli studi di fra' Giocondo sul territorio di Treviso e dei romani nella strutturazione degli assi viari, sono strategie di “previsione” e di “prevenzione”. Prudenza dettata dalla conoscenza dei luoghi e volta al mantenimento della memoria storica come si evince dalla pubblicazione a cura della Pro Loco di Postioma “Postioma itinerari nella memoria storica” da cui sono passati quasi 20 anni. Ritenendola patrimonio culturale ho sento il dovere e l'obbligo di farne partecipi i miei studenti e la stessa comunità.

L'avanzamento ed i progressi tecnologici degli strumenti, delle opportunità e conoscenze non possono prescindere dalla considerazione della memoria storica che deve rimanere un riferimento, faro, indicazione di prudenza nella gestione del territorio. Il quale non ci appartiene ma ci è stato consegnato in comodato d'uso e abbiamo il compito di custodirlo per le generazioni a venire.

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