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Venerdì 30 ottobre 2020 si è tenuto il primo incontro webinar del ciclo di formazione insegnanti: “L’insegnamento della matematica tra ricerca didattica e prassi scolastica”, organizzato congiuntamente da UMI-CIIM (Commissione Italiana per l’insegnamento della Matematica) e AIRDM (Associazione Italiana di Ricerca in Didattica della Matematica) e ho avuto la fortuna di potermelo godere da moderatore.

L’incontro, su un tema molto importante come quello delle difficoltà in matematica e pensato trasversalmente a tutti i livelli scolari (dall’infanzia alla secondaria di secondo grado), ha visto come protagoniste quattro donne eccezionali con esperienze diverse, ma tutte profondi conoscitrici della scuola (da punti di vista differenti) e con tante cose da dire e da condividere sulle difficoltà in matematica.
In un momento così drammatico dal punto di vista sanitario e economico, sicuramente molto difficile anche per l’educazione e la scuola, l’incontro è stato, almeno per me, un raggio di sole, la voglia di provare comunque a fare cose belle e significative.

Anna Baccaglini-Frank ha parlato delle difficoltà in matematica in una prospettiva cognitiva (slide intervento), descrivendo un modello teorico per descrivere i fattori cognitivi che intervengono anche nei disturbi specifici di apprendimento, in particolare nella discalculia. Si è parlato di diagnosi, di aspetti sui quali prestare attenzione, ma soprattutto del ruolo e della potenzialità delle scelte didattiche per lavorare efficacemente in presenza di questo tipo di difficoltà. Anna ha portato i risultati delle sue ricerche per condividere un messaggio molto importante: l’insegnante e l’insegnamento possono essere decisivi in situazioni di difficoltà e disturbi specifici di apprendimento, ribaltando quello che spesso è un pensiero neanche troppo implicito “quella persona non può imparare la matematica perché ha quelle difficoltà”.

Rosetta Zan, agganciandosi alla prima relazione, ha parlato della ragnatela di difficoltà in matematica (slide intervento), sottolineando l’importanza di distinguere le tre azioni cruciali per lavorare sulle difficoltà: osservare, interpretare e intervenire. In particolare, ha sottolineato la rilevanza per l’apprendimento del rapporto con la matematica che l’allievo costruisce e, all’interno di questo, delle convinzioni che sviluppa: su di sé in relazione alla matematica e sulla matematica stessa. Rosetta ha parlato dell’importanza, in linea con quanto previsto dalle Indicazioni Nazionali, di sviluppare una visione concettuale della matematica. Dunque, dell’importanza nell’insegnamento della matematica di proporre agli allievi ‘bei’ problemi, mettendo in gioco il pensiero produttivo e non solo quello riproduttivo.

Maria Pezzia ha parlato della sua esperienza di insegnamento nei contesti difficili a livello di scuola primaria (slide intervento, intervento completo scritto) e lo ha fatto mettendo i puntini sulle i, partendo dalla condivisione di ciò che per lei è un contesto difficile. Ha dunque introdotto spunti di riflessione importanti sui conflitti tra obiettivi, struttura organizzativa della scuola, contesto e bisogni degli allievi, sottolineando l’importanza per l’insegnante di considerare le specificità del contesto. Ha discusso poi anche le ansie, le aspettative e i conflitti dell’insegnante, con particolare riferimento al momento attuale, alle prescrizioni che effettivamente rendono molto difficile l’insegnamento coi bambini, sottolineando l’importanza del corpo e del movimento per l’apprendimento della matematica a livello di scuola dell’infanzia e primaria e come questa rilevanza sia stata spesso dimenticata anche prima dell’era CoVid, quando non c’erano restrizioni.

Paola Lattaro ha parlato delle difficoltà in matematica se sei uno studente dell’alberghiero (slide intervento, intervento completo scritto). In particolare, ci ha raccontato della sua esperienza di insegnante in un contesto nel quale la motivazione per lo studio della matematica è molto bassa e delle sue scelte. Scelte che partono dal proporre problemi concreti, legati alla realtà e al contesto spesso difficile degli allievi e che mettono in gioco anche aspetti interdisciplinari. In particolare, ha descritto un’interessantissima attività sviluppata a partire dal vissuto degli allievi per arrivare a costruire (in senso letterale) l’ingrandimento di una mappa geografica.

L’incontro è proseguito con moltissime domande da parte delle persone collegate (circa 3000 da tutta Italia) e, per chi non avesse avuto l’opportunità di seguirlo in diretta, è disponibile sia sul canale YouTube dell’AIRDM (lo vedete qui sotto)

sia sulla pagina facebook dell’Unione Matematica Italiana.

Insomma, a mio modo di parere valeva proprio la pena esserci (anche per poter porre le proprie domande alle relatrici): io ho avuto la fortuna di poterci essere da posizione privilegiata e ne sono particolarmente contento perché – fatemi chiudere con una citazione colta che a me piace molto associare alla mia idea di scuola – come dice Sally Carrera nel film di animazione Cars: “allora il bello non era arrivare, il bello era viaggiare”. In questa occasione il bello è stato proprio viaggiare con le relatrici e, tutte loro, hanno parlato del viaggio a scuola.

Pietro Di Martino

Chi fosse interessato ad iscriversi ai prossimi incontri previsti all’interno di questa iniziativa è ancora in tempo. Seguendo questo link sarà possibile vedere la descrizione degli incontri e scegliere quelli a cui iscriversi: https://www.airdm.org/linsegnamento-della-matematica-tra-ricerca-didattica-e-prassi-scolastica/

ADDENDUM: nel seguente file sono elencati i Riferimenti bibliografici e sitografici lasciati dalle relatrici

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