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La rubrica Esperienze Transdisciplinari di Matematica curata da Gianluigi Boccalon inaugura il 2019 con un nuovo contributo dedicato agli intrecci tra Matematica, Fisica e Chimica. Questa nuova proposta didattica è stata sviluppata da Gianluigi in collaborazione con la collega di sostegno Prof.ssa Lucia Mavilia e la Prof.ssa Gloria Casati, insegnante di Tecnologie Chimiche presso l’Istituto Superiore Giorgi “Fermi” di Treviso. L’ambizione è stata quella di mostrare come, per proporre concetti che potrebbero apparire troppo complessi per una classe prima di una scuola secondaria di primo grado, non è sempre necessario abbassare i livelli delle richieste o ridurre in modo drastico il programma didattico.

di Gianluigi Boccalon

Il 2019 è stato proclamato dall’UNESCO l’anno internazionale della tavola periodica degli elementi chimici a 150 anni dall’invenzione di Dimitrij Mendeleev. Mi è parso significativo iniziare questo 2019 proprio con un contributo alla chimica ed ai suoi legami con il mondo che ci circonda nella vita di tutti i giorni.
Dopo aver chiuso un ciclo scolastico con l’analisi statistica di un evento storico (I numeri della Grande Guerra), percorso condiviso con la collega di lettere Prof.ssa Cinzia Sforza, mi sono trovato a riprendere un nuovo percorso didattico con due classi prime che, come tutte le classi presentano alcune criticità.
Con questa dispensa ho deciso di affrontare il tema relativo al concetto di “grandezza fisica” in una prima media nel primo quadrimestre. Volutamente questo spunto didattico è stato pensato per alunni che iniziano ed entrare nel mondo del calcolo matematico e non hanno ancora tutte le abilità relative al calcolo frazionario, all’analisi di semplici funzioni ma soprattutto non hanno ancora le basi per operare con le funzioni inverse.
La sfida è stata proprio quella di affrontare alcuni concetti di fisica e di chimica di base traducendoli, senza sminuirli, in modo che potessero essere compresi ed assimilati in modo scientificamente corretto anche da alunni di classi prime, classi che in questo momento iniziano la “scoperta” della scuola secondaria di primo grado.
Questa sfida è stata affrontata e condivisa con l’aiuto e la collaborazione della collega di sostegno Prof.ssa Lucia Mavilia che è stata un importantissimo supervisore e mi ha permesso di adattare di volta in volta il linguaggio e le strategie più adeguate affinché i concetti venissero appresi senza difficoltà.
Un grande aiuto l’ho avuto anche dalla Prof.ssa Gloria Casati, insegnante di Tecnologie Chimiche presso l’Istituto Superiore Giorgi – Fermi di Treviso, con la quale mi sono confrontato molto spesso per tutto ciò che concerne l’aspetto relativo alla didattica della Chimica.
Introdurre il concetto di Numero di Avogadro, di Mole, di massa molare potrebbe apparire come un azzardo, un inutile “spreco” di tempo per una platea di studenti così giovani. In realtà la risposta che hanno dato i miei piccoli alunni è andata ben oltre le mie più rosee aspettative. Tutto ciò sta a significare che, per semplificare i percorsi didattici e renderli fruibili ad unaplatea più vasta, non è detto sia sempre necessario pensare che l’unica strada percorribile sia quella di abbassare i livelli delle richieste ed operare “tagli” significativi al programma didattico. Molte volte basta solamente un po’ di fantasia per aiutare a vedere la complessità del pensiero scientifico con occhi diversi e attraverso una visione “transdisciplinare”, farlo “scivolare” tra gli eventi di tutti i giorni. L’apporto della collega di sostegno è stato fondamentale per la buona riuscita dell’esperienza didattica.
Quella che segue altro non è che la raccolta degli appunti scritti dai ragazzi durante le lezioni e la correzione degli esercizi che sono stati dedicati agli argomenti trattati. Massa e peso rappresentano 2 grandezze fisiche molto diverse ma che molto spesso (troppo) vengono confuse tra loro anche in alcuni testi scolastici (purtroppo).
Questa confusione porta poi all’acquisizione di un concetto sbagliato delle due grandezze fisiche che conduce ad una errata interpretazione dei problemi di fisica e di chimica nella scuola secondaria di secondo grado. Ritengo molto importante che il sapere scientifico sia fondato su basi solide che non si prestino ad interpretazioni errate o confuse.

 

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