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In questa nuova puntata della rubrica Esperienze transdisciplinari di Matematica, Gianluigi Boccalon ci racconta il percorso che nelle condizioni difficili di questi mesi tra didattica in presenza e DAD ha portato i suoi ragazzi di scuola secondaria di primo grado a prendere dimestichezza con equazioni e sistemi lineari.

di Gianluigi Boccalon

Lo scorso anno, nelle mie classi di seconda media, ho introdotto lo studio della retta. Con il lockdown ci sono stati non pochi problemi per quanto riguarda la possibilità di svolgere appieno in presenza le lezioni programmate ad inizio d’anno. Mi sono perciò organizzato in modo da poter affrontare la programmazione con i minimi tagli possibili.

Non è stato facile ma con un notevole sforzo organizzativo personale ed un’inaspettata risposta da parte dei ragazzi, ho potuto comunque introdurre le prime basi dello studio di una funzione semplice e la sua relativa rappresentazione grafica.

In terza quest’anno ho potuto utilizzare quanto appreso in precedenza e sviluppare i contenuti sfruttando al massimo (tra una quarantena e l’altra) le lezioni in presenza riuscendo a portare a termine il percorso relativo alla risoluzione delle equazioni di primo grado e ai sistemi.

La risposta dei ragazzi è stata più che positiva e mi ha fatto capire che, anche in una situazione di estrema difficoltà organizzativa, si è potuto sviluppare un percorso didattico, a mio avviso estremamente interessante, che ha portato a spingere lo studio della Matematica verso un livello sempre più riflessivo ed analitico.

Per alcuni potrebbe apparire che insistere su questi argomenti possa essere un po’ troppo gravoso per l’inizio anno in una terza media e inizialmente forse qualche dubbio l’avevo anch’io. I ragazzi però mi hanno dimostrato che puntare sullo sviluppo di un aspetto più “analitico” della materia, è stata una scelta vincente.

Per loro affrontare questa parte della Matematica “da grandi”, ha dato più soddisfazione, li ha gratificati e li ha abituati ad una modalità di approccio più riflessivo e meno meccanico.

Questo mi ha permesso di introdurre le basi della programmazione con Arduino, che diversi ragazzi hanno acquistato spontaneamente e hanno iniziato a programmare costruendo i circuiti spiegati in classe. Alcuni di loro, durante il periodo delle vacanze natalizie, hanno continuato ad inviarmi i video dei lavori fatti a casa e le schermate della relativa programmazione.

Non utilizzando libri di testo, gli appunti che prendono in classe sono la loro base “teorica” per lo studio domestico.

Questa che propongo è la sintesi del lavoro svolto fino ad ora e rappresenta la raccolta degli appunti che i ragazzi hanno acquisito durante le lezioni e che, nelle vacanze natalizie, hanno “rivisto” e inviato via mail. Letti e corretti, ho apportato poche modifiche riguardanti principalmente solo l’impaginazione e qualche disegno.

In sostanza tutto questo è il frutto del loro impegno e del loro lavoro. Sempre più mi convinco che i nostri ragazzi hanno bisogno di essere stimolati e spinti a superare i loro limiti che forse, troppo spesso, sono quei limiti che ci siamo posti solo noi adulti.

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