Archimedia 1/2017: La poesia del Pi greco

On June 24, 2017

A cominciare dalla sua prima uscita del 2016, Archimede ospita Archimedia, una rubrica di fumetti e altri media curata da Andrea Plazzi. Nel n. 1/2017 trovate "La poesia del Pi greco", un fumetto di Mabel Morri. Qui sul sito presentiamo come al solito la prefazione di Andrea Plazzi, ma voi non perdetevi il fumetto all'interno di Archimede 1/2017.

Insegnare la Matematica può essere difficilissimo. Lo sa bene l’insegnante perennemente in lotta con i pregiudizi del mondo esterno, tra cui quelli dei genitori (“Sa, era una tragedia anche per me”); e con quelli instillati negli studenti dai precedenti anni di scuola (“non sono portato”, “tanto non ci arriverò mai”, “è noiosa e poi a che cosa serve?”). Spesso non aiutano i programmi scolastici, o come si dice adesso dalle "indicazioni ministeriali", quando danno troppo risalto agli aspetti formali e convenzionali della materia, a rischio di nozionismo (le formule, le definizioni). Forse oggi questo è meno vero che in passato ma, si sa, il pregiudizio è una forma di profezia che si autoavvera e la circolazione virale di piccole verità individuali (“non ci ho mai capito niente”) spesso diventa paradigma.

Tutte cose che semplicemente ignorano (/umiliano/mortificano/frustrano) la naturale predisposizione alla matematica (come al linguaggio e al ragionamento) presente in tutti i bambini, di cui fa una difesa brillante e appassionata il celebre pamphlet Contro l’ora di matematica di Paul Lockhart, dall’eloquente sottotitolo (nell’edizione italiana) “Un manifesto per la liberazione di professori e studenti”. In queste condizioni è davvero difficile comunicare quel senso di meraviglia e di stupore che ci coglie quando per la prima volta veniamo in contatto con il lato estetico della Matematica (la simmetria e l’eleganza delle figure, la regolarità delle espressioni algebriche) o la sua “irragionevole efficacia” nel risolvere i problemi del Mondo Reale. E troppo spesso, invece di essere due facce di una stessa medaglia, insegnanti e studenti si ritrovano sui lati contrapposti di una barricata.

Raccogliendo una lontana suggestione della celebre poesia “Sul PI greco” di Wislawa Szymborska, e con la sfrontata sincerità con cui da sempre i suoi fumetti distillano esperienze di vita proprie e di altri, Mabel Morri ci mostra quanto alta possa essere questa barricata. E viene da pensare come dietro alleprof lapidarie” ci sia spesso molta meno sicurezza e sicumera di quelle subite dai loro studenti. In guerra non con la Matematica, ma con la propria autostima e la necessità bruciante di ricevere fiducia.

Andrea Plazzi

Mabel Morri (Rimini, 1975) esordisce nel 1999 con l’autoproduzione Hai mai visto la forma delle mele?, poi raccolta nell’antologia omonima (Renbooks, 2014). Dal 2005 al 2009 collabora con diversi racconti al progetto online “Selfcomics”. Ha pubblicato i volumi Vite comuni (Centro Fumetto “Andrea Pazienza”, 2009), Io e te su Naboo, Cinquecento milioni di stelle (Kappa Edizioni; 2009, 2013) e Il giorno più bello (Rizzoli-Lizard, 2017). Nel 2014 riceve l’incarico di decorare a fumetti le colonne della chiesa di San Martino in Riparotta di Viserba Monte (RN). Ha vinto diversi premi, tra cui quello del Festival di Lucerna per la miglior sceneggiatura (2002) e il “Nuove Strade” di Napoli Comicon (2004).

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